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04.01.2026

Crans-Montana: se manca la cultura del soccorso, la scuola può fornirla

Anche nella civilissima Svizzera manca la cultura della prevenzione e del soccorso? Sembra di sì, se la Procura federale del Cantone Vallese ha aperto un’inchiesta per omicidio, lesioni e incendio colposo sul rogo di Crans-Montana, nel quale sono morti 40 ragazzi e 100 sono rimasti feriti, e se si parla apertamente, di fronte a tanto scempio, di fare “crescere e maturare una consapevolezza rispetto agli scenari di rischio e ai meccanismi di reazione. La vicenda di Crans-Montana sottolinea l’importanza dell’educazione alla cultura del soccorso e alle buone prassi di comportamento in situazioni critiche”.

Che non è affatto retorica, ma monito che da decenni sentiamo dopo tante catastrofi, evitabilissime se si fossero adottai principi elementari di prevenzione. Che è lo stesso principio che tante volte abbiamo segnalato quando in talune scuole italiane si sono verificati disastri di una certa violenza, compresi i distacchi di intonaci.  

Tuttavia, anche nel terribile evento che ha coinvolto il locale svizzero, oltre a sottolineare le prevenzioni, si fa riferimento all’educazione della cultura del soccorso che, se viene fatto da volontari e Protezione civile, anche la scuola si dovrebbe incaricare di avviare, formando i suoi alunni.

Ancora una volta dunque alla scuola viene affidato il compito di educare, oltre che a tute le altre educazioni, anche soccorso. Dice l’esperto sulle pagine di vita.it: “La capacità di discernere ciò che sta accadendo in un momento come quello di Crans-Montana è una competenza che va maturata ed educata e in questo ruolo importante lo potrebbe giocare la scuola”.

Su questo preconcetto, nel senso di concetto da tenere in conto prima di ogni cosa, il compito che si è assunto la Protezione Civile nell’organizzare incontri con le scolaresche, in cui i ragazzi  entrano a contatto con situazioni che potrebbero dover affrontare in futuro, invece di filmare i primi attimi dell’incendio all’interno del locale e invece di pensare a come evacuare.

Per questo, viene spiegato ancora, è importante introdurre riflessioni sul tema della sicurezza, dando risposte immediate alle emergenze da parte di persone preparate all’attivazione di un sistema di soccorso che deve appunto partire dalla scuola. 

Premesso pure che il rischio esiste sempre, occorre prepararsi e dove c’è più preparazione il rischio non si annulla, ma si riduce.

Alla scuola dunque un altro incarico, nella considerazione che, essendo  filtro fondamentale attraverso cui tutti i cittadini passano, possa capillarmente contribuire a salvare vite dentro situazioni così terribili. 

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