L’attrice Cristina Marino, madre di due figli (il terzo in arrivo), di sei e tre anni, avuti dal marito collega Luca Argentero, è stata ospite della puntata di oggi, 15 ottobre, del podcast Supernova di Alessandro Cattelan.
La 35enne ha parlato a lungo della scuola, facendo alcune critiche al sistema. “Io sono già in questa fase di polemica con la scuola. In questo momento sono molto in crisi sull’istruzione, a me l’idea che siano 8 ore seduti sui banchi non mi rende serena, però è così, tutti fanno così”.
“Sto pensando se questa formula a cui forse siamo tutti abituati non sia normale, che nel 2026 mia figlia vada a scuola come ci andava mia madre. Dico, non c’è veramente un modo più smart di insegnare una cosa a un bambino?”.
“Ero andata a vedere la scuola steineriana dove fanno falegnameria e l’uncinetto, forse è la chiave, perché nel futuro sta diventando tutto talmente evoluto e tecnologico che forse invece i lavori manuali sono quelli che non perderemo mai. Mi chiedo se forse vivere in una dimensione più normale più concreta, più di manualità, possa essere una soluzione più interessante”.
“Loro fanno un quarto d’ora di intervallo a metà mattina, 40 minuti dopo pranzo. Mi piacerebbe che imparassero a fare l’orto, imparassero a mangiare, la cultura del cibo. Nessuno gli insegna a respirare davvero, nessuno gli insegna a mangiare, però facciamo ancora la preistoria”, ha concluso.
Queste parole fanno tornare in mente la polemica, di quasi quattro anni fa, della famiglia finlandese scappata da Siracusa proprio a causa del sistema scolastico italiano. La famiglia ha affidato una lettera alla stampa. Quando ha scoperto che “la giornata scolastica si trascorre sulla stessa sedia dalla mattina fino a quando non si ritorna a casa” ha chiesto ai figli: “Cioè non esistono pause dov’è permesso muoversi?”; “Solo piccole pause nella stessa classe” le hanno risposto i figli.
Questo è proprio il nocciolo della questione. Ecco cosa ha scritto la madre scandinava: “In Finlandia, gli studenti hanno una pausa di 15 minuti tra una lezione e l’altra, e lasciano l’aula per giocare insieme nel giardino/patio. Uno o due insegnanti li tengono d’occhio mentre sono fuori. La Finlandia si rende conto dei benefici di bambini che si muovono, giocano, urlano e corrono liberamente all’aperto per liberarsi delle energie in eccesso e prendere aria fresca, così da ottenere migliori risultati a scuola”.
“Un altro problema che ho notato: com’è possibile pensare che possano essere funzionali gli innumerevoli adulti che corrono a scuola ogni mattina e ogni pomeriggio? Il caos totale del traffico è pratico per le famiglie? In Finlandia i bambini (7-12 anni) vanno a scuola da soli; usano la bicicletta o vanno a piedi e se abitano a più di 5 km dalla scuola possono andare con il taxi/bus della scuola. Pranzano a scuola, poi tornano a casa da soli quando la giornata scolastica è finita. Volendo, il bambino può andare in un altro posto (come un club pomeridiano) fino a quando i genitori non lasciano il lavoro”.