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Cronaca “annunciata” della chiusura di una scuola

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Ceccon 27-04-15

C’era una volta la scuola dell’infanzia di Via Gattamelata 22 a Milano. Era una scuola dove i bambini andavano volentieri, dove le mamme lasciavano i loro bimbi in mano a maestre meravigliose, piene di entusiasmo e voglia di fare. 

Uno dei rari esempi virtuosi della scuola pubblica italiana, dove le insegnanti non cambiavano ogni anno, come spesso succede, ma sono le stesse da 20 anni.

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Quella scuola non c’è più. E’ stata chiusa il giorno 20 aprile 2015, per motivi di sicurezza, con comunicazione fatta trovare ai genitori, all’uscita dalla scuola, nel pomeriggio di giovedì 16 aprile.

Non c’è imminente pericolo, recita la comunicazione, ma è meglio spostare subito le sezioni e iniziare subito i lavori.

In effetti sì, ci aspettavamo dei lavori. Era un sacco di tempo che li aspettavamo. Perché la scuola era a dir poco fatiscente, anche un non addetto ai lavori se ne sarebbe accorto.

E allora perché trattare la cosa come un’emergenza, chiudendo la scuola dall’oggi al domani, e lasciando i bambini a casa?

Facciamo un passo indietro: nel settembre 2003 il Comune aveva approntato un protocollo per la ristrutturazione dell’edificio. Ristrutturazione che sarebbe dovuta avvenire nell’anno successivo, il 2004. Ma dal 2004 al 2013 non succede niente.

Nel 2013, quando il professor Zelioli ritorna come dirigente della scuola dell’infanzia, si ritrova l’edificio come lo aveva lasciato. Dei progetti di ristrutturazione della scuola non c’è più traccia. Fa quindi nuova domanda al Comune per la ristrutturazione.

 

Inizio 2014, ci risiamo: partono le richieste di intervento da parte del preside prima, delle insegnanti e di tutti noi i genitori poi.

Ottobre 2014, il Comune sta preparando il certificato di buona salute degli edifici scolastici. Va a controllare la scuola primaria facente parte dello stesso istituto. A dicembre arriva al preside il resoconto: la scuola è a posto (non ci sono pericoli imminenti), ma ci sono dei lavori da fare.

8 gennaio 2015, crolla il soffitto di una scuola di Sesto San Giovanni.

9 gennaio 2015, decidono di chiudere la scuola Gattamelata dal 12 gennaio.

 

Sì, ma quella sbagliata. La Primaria. Quella controllata ad ottobre e per la quale c’era un resoconto che diceva che c’erano lavori da fare, ma non con urgenza. La Scuola dell’Infanzia, invece, quella fatiscente, non viene neanche controllata.

Gli assessori del Comune si presentano in pompa magna in una palestra gremita di genitori e rappresentanti (qualcuno dei quali è anche rappresentante in materna o genitore di bimbi frequentanti la materna). Si parla dei lavori alla primaria, ma verso la fine alziamo la manina e chiediamo: “La scuola dell’infanzia è stata controllata? Sappiamo che il Comune sta approntando il piano per la sua ristrutturazione e che a dicembre 2014 dovrebbe uscire il bando. E’ uscito? C’è una data di inizio lavori?”

Risposta dell’assessore ai lavori pubblici del comune di Milano, Carmela Rozza: “Quale materna?”. Prende allora la parola l’addetta ai lavori, geom. Milena Buschi, che spiega: “La materna in via Gattamelata 22, che fa parte dell’istituto. No, non è ancora stata controllata. Stiamo per fare il bando e la scuola verrà ristrutturata nel 2015. Non c’è una data”.

Questo succedeva il 13 gennaio 2015.

Il 19 gennaio 2015 il preside scrive alle rappresentanti della materna, confermando che ha appena visto il geom. Sassano, che gli ha confermato che ha predisposto il piano dei lavori, dicendo che il bando di affidamento degli stessi è ormai pronto, che l’apertura della gara è questione di settimane, ma che non è possibile dire quando inizieranno i lavori.

Prima di Pasqua i genitori ricevono un avviso dalla scuola che inizia così “Cari genitori, i lavori da tempo auspicati cominciano”. Si spiega che si partirà con un piano di manutenzione ordinaria, con la messa in sicurezza di alcune parti dei soffitti del corridoio, da effettuarsi durante le vacanze di Pasqua, e che poi si farà lo stesso nelle classi. In estate, poi, sarebbero presumibilmente iniziati i lavori di manutenzione straordinaria.

I bimbi vanno in salone, dove giocano e fanno psicomotricità, fino a prima di Pasqua.

Torniamo a scuola dopo le vacanze di Pasqua, e troviamo il salone chiuso. Sulla porta un cartello con su scritto “PERICOLO!”.

Giovedì 16 aprile 2015, all’uscita, troviamo questa comunicazione:

Cari genitori, dopo i primi lavori urgenti di messa in sicurezza degli ambienti, avendo verificato che ci sono parti del soffitto a rischio distacco, è stato chiuso il saloncino, mentre il resto della scuola deve comunque essere ristrutturato”.

Si pensava che i lavori sarebbero stati svolti nella prossima estate. Però nei giorni scorsi ci sono state riunioni degli assessori con il loro staff tecnici, in base alla quale è stato deciso di iniziare subito i lavori per maggiore sicurezza.

Non c’è imminente pericolo, ma è meglio spostare le sezioni altrove e iniziare subito i lavori. Perciò è stata disposta chiusura della scuola a partire da lunedì 20 presumibilmente a mercoledì 22 aprile 2015. I primi giorni della prossima settimana, da lunedì 20 a mercoledì 22, saranno dedicati allo studio delle possibilità di spostamento in altra scuola…non sia sa ancora se il trasferimento sarà per tutto l’anno scolastico o se sarà temporaneo”.

Giovedì pomeriggio il preside comunica alle rappresentanti che la scuola che ci ospiterà è la Primaria di via Dolci (ha appena finito un sopralluogo in via Dolci con 3 rappresentanti del Comune e il dirigente di via Dolci). Che mercoledì 22 aprile alle ore 12 ci sarà un incontro con l’assessorato ai lavori pubblici, a cui sono invitate le rappresentanti – una per classe – il presidente di istituto, la presidente del consiglio dei due istituti ed un membro della commissione edifici della scuola, composta da genitori, architetti o ingegneri, che offrono il loro contributo volontariamente.

Nel frattempo, venerdì 17 aprile, ci viene richiesto di far sapere alla scuola entro martedì 21 se intendiamo usufruire del servizio di navetta offerto del Comune. Ma come facciamo a decidere, se non sappiamo neanche come saranno le navette? Quanti posti ci sono nella navetta? Ci sono delle cinture di sicurezza? Chi e quante persone accompagneranno i nostri figli? Da dove partono le navette? Dove arrivano? In un cortile interno della scuola, o in strada? Nessuna notizia. Solo gli orari di partenza della navetta.

Sabato mattina, una rappresentante della materna viene contattata, tramite conoscenze comuni, da una rappresentante della scuola Dolci. La prima soluzione individuata all’interno della Scuola Dolci per la sistemazione dei bambini non va bene, crea disagi inaccettabili ai bimbi di via Dolci. C’è una soluzione che non richiede lo spostamento dei bimbi di Via Dolci. Ma perché il Comune non ci ha pensato prima? Era così facile! Ci hanno pensato le mamme, per fortuna.

Ormai ci è chiaro che nessuno ci tiene aggiornati. Che non dobbiamo dare per scontato che prima di mandarci in una scuola lontana abbiano valutato opzioni più vicine. Lunedì mattina ci presentiamo davanti a scuola e chiediamo un colloquio con il preside.

Iniziamo a spiegare al preside tutte le nostre perplessità, sul trasporto, sulla collocazione dei bambini al primo piano. Chiediamo informazioni sulla navetta, per poter decidere se vogliamo usarla o no. Nessuna informazione ci viene data. La risposta è: non so.

Cerchiamo di capire i tempi di ristrutturazione della scuola: a settembre i nostri figli potranno tornarci, vero? Non si sa, ci diranno tutto nell’incontro di mercoledì con l’Assessorato ai Lavori Pubblici. Quanto dovremo stare nella scuola di Via Dolci? Non si sa.

Ci attiviamo, noi mamme insieme al preside, per trovare altre soluzioni, sull’assunzione di dover cercare una soluzione solo provvisoria.

Perché spostarsi in via Dolci quando la Primaria di via Gattamelata ha 5 aule vuote messe in sicurezza? Perché spendere soldi pubblici per una navetta, quando si possono considerare altre soluzioni?

Perché non andare in Colorni, la scuola media dell’istituto, raggiungibile a piedi dalle elementari?

Perché non chiedere alle scuole private limitrofe, di cui una vuota, se ci ospitano per un paio di mesi, fino alla fine dell’anno scolastico?

Iniziamo, mamme e preside, un giro delle scuole limitrofe per capire se ce ne sia una adatta. Ma un genitore può mettersi a cercare una scuola? E il Comune dov’è? Perché non ci ha spiegato come siamo finiti in Via Dolci?

Finalmente riusciamo a contattare l’assessore all’Istruzione del comune di Milano, dal quale pretendiamo un incontro, perchè ci spieghi dove siamo, come ci siamo arrivati e dove stiamo andando.

L’incontro viene fissato per martedì 21 aprile, ore 18.30, nella Primaria di Via Dolci.

Convochiamo tutti i genitori: arrivano tutti, chi con i bimbi, chi con il pancione, chi di corsa dall’ufficio. Si inizia.

L’assessore non sa rispondere alle nostre domande sul servizio navetta. Sempre le solite. Nessuna risposta, ci faranno sapere.

Scopriamo che una delle aule destinate ai nostri figli sarà imbiancata mercoledì 22 aprile. I bambini entreranno quindi in un’aula con la vernice fresca.

Ci avevano garantito che la scuola Dolci sarebbe stata pronta per giovedì. L’Assessore ribadisce il concetto con veemenza durante l’incontro, quasi offendendosi perché mettiamo in dubbio la sua parola.

Poi una maestra della scuola si permette di sottolineare che tutti i materiali sarebbero stati sì impacchettati e pronti per il trasporto mercoledì, il giorno prima dell’apertura. Ma poi chi avrebbe pensato a svuotare gli scatoloni entro giovedì? Nessun risposta. Come dire, a questo non ci avevamo mica pensato. E allora l’apertura non è più garantita per giovedì 23, ma per lunedì 27 aprile.

Va sottolineato che le maestre della nostra scuola hanno provveduto da sole ad inscatolare tutti i materiali, addirittura pagando di tasca loro alcuni materiali necessari. E questo per la seconda volta in un anno. La prima in occasione della chiusura per topi, avvenuta nel novembre dello scorso anno.

Per concludere, dulcis in fundo – quasi en passant, come se non fosse rilevante – ci è stato fatto capire qualcosa che nessuno ci aveva mai detto (anzi, ci avevano detto il contrario!). I lavori da effettuare nella nostra scuola materna sono lunghi e onerosi. Al momento il Comune non dispone di strumenti operativi per intervenire. I lavori non inizieranno quest’anno. I nostri figli non rimetteranno più piede in quella scuola.

Ma come? Perché? E perché ce lo dite solo ora? Ma come è possibile che il Comune non disponga di strumenti operativi? Lo sapevano da anni, 11 per l’esattezza, che la scuola andava ristrutturata! E’ possibile ridursi a doverla chiudere d’urgenza, senza sapere dove mettere i bambini? A gennaio di quest’anno ci avevano detto che la scuola sarebbe stata ristrutturata! Cos’è cambiato da allora? Nessuna risposta, nessuna spiegazione.

E dove saranno i nostri figli a settembre? Non si sa. Troveremo una soluzione. Quando?

E quale soluzione? Noi vogliamo saperlo adesso, subito. Vogliamo sapere se questa soluzione sarà vicina a casa, se sarà decente. Abbiamo il diritto di organizzarci, di sapere se la soluzione che sarà trovata soddisferà le nostre esigenze, o se dobbiamo muoverci diversamente. Dove muoversi diversamente vuol dire andare in una scuola privata. Eh, già, perché la scuola è stata chiusa quando le iscrizioni alle scuole d’infanzia, statali e comunali, del Comune di Milano, erano già chiuse. Quindi il Comune ha preso le iscrizioni per l’anno 2015-2016, per una scuola che poi ha chiuso.

Noi non potremo scegliere, come hanno fatto tutti gli altri genitori. Noi dovremo prenderci la scuola che il Comune vorrà darci. Che ci piaccia o meno.

Noi però avevamo scelto un’altra cosa: una scuola materna a misura di bimbi piccoli, senza rampe di scale da percorrere, con un giardino in esclusiva, disponibile per loro dalla mattina alla sera. Una scuola vicina a casa, raggiungibile a piedi. Vicina al nido o alle elementari frequentate dai fratelli e sorelle più piccoli o più grandi. Una scuola che amavamo, dove si respirava un clima sereno. Ora quella scuola non c’è più.

Ci riprendiamo da questa notizia, e ci rechiamo all’incontro di mercoledì 22 aprile presso l’Assessorato ai Lavori Pubblici. L’appuntamento ci è stato dato, ma nessuno ha specificato l’indirizzo. Voi lo sapete dove è l’Assessorato ai Lavori Pubblici? Noi no. L’informazione è facilmente reperibile on line? No.

Parliamo anche dell’orario. Ore 12. Chi lavora deve prendere un permesso, ovvio. Chi non lavora ha uno o più figli a casa, perché la scuola è chiusa. Ma questo per il Comune non è un problema.

Durante l’incontro, i genitori della commissione edilizia, esperti del settore, si presentano con 3 progetti alternativi a quello di Via Dolci. Tutti vengono cassati senza motivazioni e con arroganza.

Chiediamo le relazioni delle ispezioni fatte nella scuola che hanno portato alla chiusura della stessa. Il Comune non le ha e non le fornirà.

I tecnici presenti (Armando Lotumolo, Milena Beduschi, Antonietta Sassano, Alberto Burzi, Sabina Banfi) non hanno nulla da dire. Noi abbiamo portato i nostri tecnici per entrare nel merito delle questioni, loro non hanno intenzione di farlo. Usciamo da questa riunione e ne sappiamo quanto prima. In più siamo stati trattati male, con fastidio, come se il problema l’avvessimo creato noi, non loro.

Ci hanno detto che sarà creato un comitato di rappresentanti del comune e dei genitori, per scegliere quale sarà la nostra scuola da settembre. Ma chi si fida più?

Anche perché, ecco cosa scopriamo il 23 aprile 2015: questa è la comunicazione emessa dal Comune, in data 16 aprile 2015, per disporre la chiusura della scuola:

 

Gentilissimi,

a seguito delle operazioni per la messa in sicurezza degli intonaci, in fase di distacco dei solai, si è riscontrato che nelle aule ed alcuni corridoi erano presenti distacchi di numerose tavelle/pignatte, collassate in quanto bagnate friabili.

In data 9/4 sono state chiuse ed interdette a personale e bambini un’aula, un salone ed il corridoio della sala medica.

A seguito di ulteriori verifiche si è constatato che le anomalie riscontrate sono presenti e diffuse in tutti gli ambienti della scuola e dovute principalmente ad infiltrazioni della copertura, ormai non più riparabile.

Stante la situazione SI DICHIARA INAGIBILE LA SCUOLA IN OGGETTO E SI DISPONDE DI PROVVEDERE PRONTAMENTE ALLA SUA CHIUSURA (ENTRO LA GIORNATA DI DOMANI).

I lavori necessari per il ripristino dell’agibilità della scuola sono lunghi e onerosi ed al momento non si dispone di strumenti operativi per poter intervenire, quindi si dovrà trovare una soluzione per la riallocazione della scuola.

Cordiali saluti

A.L.

 

Non c’è bisogno di fare commenti. La comunicazione si commenta da sola. L’incolumità fisica dei nostri figli è stata esposta ad un grave pericolo per chissà quanto tempo. E il Comune, che ci aveva promesso una ristrutturazione entro l’anno, ora ci dice che non ha gli “strumenti operativi”.

La comunicazione di chiusura consegnata ai genitori della scuola, recante la stessa data, diceva cose molto diverse, e parlava di inizio immediato dei lavori.

Per concludere, questa mattina, giovedì 23 aprile 2015, durante l’orario di ingresso della Primaria, la via Gattamelata era un cantiere caotico e puzzolente. Si faceva fatica a passare tra i mezzi di lavoro, anche in bici.

Chissà come pensavano di far partire due navette con dentro dei bambini della Scuola dell’Infanzia.

Benvenuti, questa è la Milano di Expo 2015.