I giorni degli scritti sono arrivati e sono passati. Tutti i giornali si sono preoccupati di commentare i titoli dei temi e la difficoltà delle seconde prove. Tra le considerazioni (giustissime) che ho letto, la costante assenza di autrici femminili dal pantheon degli autori citati nelle tracce della prima prova, e la fragorosa assenza della cosiddetta “Intelligenza artificiale”.
Ma visti de dentro, gli esami che io continuo per riflesso istintivo a chiamare “di Stato” presentano un aspetto peggiorativo rispetto al passato di cui nessuno parla. Il ministero quest’anno ha predisposto l’inizio degli scritti alla giornata di giovedi, spostando quindi in avanti di un giorno tutto il calendario degli esami. Il senso di questo cambiamento mi sfugge, ma credo sfugga a tutti. Le commissioni infatti sono formate da tempo; le sostituzioni veramente delicate sono quelle dell’ultimo momento, e quelle si scoprono solo durante la prima riunione, la cosiddetta plenaria. Non è pensabile che il ministero voglia dare più tempo per la compilazione dei documenti ufficiali, perché questi devono essere consegnati segreterie e caricati sui siti da tempo. Insomma, resta un puro gesto dimostrativo per dire: ho lasciato un segno.
In passato le commissioni si riunivano il lunedi; il martedi serviva per mettere a punto gli ultimi dettagli e recuperare i commissari eventualmente assenti; il mercoledi si iniziava con la prima prova, il giovedi si faceva la seconda prova e si cominciava la correzione; la correzione di solito veniva completata il venerdi, a costo di restare a scuola fino a tardi. Poiché la norma prevede un intervallo di due giorni tra la pubblicazione dei risultati degli scritti e l’inizio degli orali, senza conteggiare la domenica, la pubblicazione dei risultati la sera del venerdi permetteva di iniziare con la prima classe il lunedi successivo. Grazie alla domenica, questo significava che c’erano due giorni di riposo anche per i commissari, che potevano iniziare più serenamente il tour de force delle interrogazioni.
Da quest’anno, a quanto pare, le cose andranno diversamente. Gli scritti finiscono venerdi; la correzione deve necessariamente slittare a sabato, ma ben difficilmente di potrà lavorare fino alle sei o alle sette di sera, come capitava normalmente in passato; il completamento delle operazioni di correzione sarà lunedi. Poiché si procede per classi, probabilmente i risultati della prima delle due classi in commissione saranno pubblicati sabato e i ragazzi cominceranno a essere interrogati martedi. In ogni caso tutte le famiglie saranno impegnate un giorno in un più per gli esami senza un vero motivo, e i docenti impegnati in questo compito non avranno nemmeno un momento per tirare il fiato.
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