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Dad on demand, contestata in un istituto calabrese

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In Calabria, come abbiamo già scritto più volte, viene emanata una Ordinanza firmata dal facente funzioni Presidente della Regione, in cui è ordinato e raccomandato alle Istituzioni scolastiche della secondaria di secondo grado di garantire e rendere pienamente fruibile la didattica integrata on line, in modalità sincrona per la parte degli studenti non presenti in aula e che abbiano richiesto la didattica a distanza al posto della ripresa delle attività didattiche in presenza.

Il DS non garantisce la didattica a distanza

In Istituto di Istruzione Superiore della Calabria il dirigente scolastico emana un modulo di adesione alla DaD che lascia i genitori molto perplessi, tanto da indurli a diverse forme di protesta.

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In tale modulo, dove il genitore deve firmare un’autodichiarazione, si legge che la famiglia è “consapevole che l’ordinanza n. 4 del 30/1/2021 del Presidente pro-tempore della Regione Calabria non ha imposto ma raccomandato alla scuola di valutare la concessione della Dad complementare”.

Per la verità l’Ordinanza della Regione Calabria non lascia la possibilità alla scuola di valutare la concessione, ma invece raccomanda la scuola di garantire e rendere pienamente fruibile la didattica integrata on line, in modalità sincrona.

Il Ds scrive nel modulo di adesione alla DaD che valuterà la concessione a seguire le lezioni con metodologia della Didattica Digitale Integrata sulla base della sostenibilità tecnica e didattica, limitando di fatto l’opportunità disposta dal Regione Calabria tramite l’Ordinanza.

Sottolinea, inoltre, le problematiche nell’organizzazione ed erogazione delle lezioni a distanza che non consentiranno allo/a studente/essa di seguire partecipare attivamente alle lezioni, facendo un elenco che lascia interdetti:

  1. Poiché il docente si muoverà dalla cattedra per seguire gli studenti in presenza, quelli in DaD avranno problemi di audio e video. Nello stesso modo se il docente seguirà gli studenti in DaD avrà difficoltà nella gestione di quelli in presenza.
  2. Impossibilità dello studente in DaD di seguire le lezioni alla lavagna.
  3. Impossibilità dello studente in DaD di seguire le attività laboratoriali, poiché i laboratori sono privi di PC e talvolta di connettività.
  4. Problemi di connettività dovuti al sovraccarico informatico.

Lascia perplessi il fatto che si scriva, in un documento ufficiale e in un momento in cui il distanziamento è un obbligo, che i docenti si muovano dalla cattedra per “seguire” gli studenti in presenza. Probabilmente l’unico movimento possibile, anche se non specificato, potrebbe essere quello di utilizzare la lavagna che deve essere distante dagli alunni in presenza, non certo si potrebbe trattare di un movimento di avvicinamento del docente allo studente per seguirlo nel suo percorso.

Un modulo che scoraggia la DaD

In buona sostanza questo modulo emanato dalla scuola, ma non firmato dal dirigente scolastico, scoraggia notevolmente la richiesta da parte dei genitori della fruizione della Didattica Digitale Integrata per gli studenti che lo desiderano. L’unica didattica garantita da parte della scuola sembrerebbe quella in presenza, sovvertendo addirittura la ratio dell’Ordinanza della Regione Calabria che, secondo tale modulo di adesione, sarebbe una semplice raccomandazione e non un’imposizione normativa.

A tal proposito si attendono chiarimenti da parte dell’USR Calabria e dal Presidente facente funzione, Spirlì, della Regione.