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Dan Flavin, stanze di luce fra Varese e New York

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"Dan Flavin: stanze di luce fra Varese e New York" è il titolo della mostra temporanea, a cura del critico d’arte Angela Vattese, allestita nella sontuosa residenza settecentesca di Villa Panza a Varese grazie al raffinato gusto artistico del conte Giuseppe Panza di Biumo, collezionista d’eccezione fin dagli anni ’50.

Dedicata a Dan Flavin, uno fra i maggiori esponenti del Minimalismo americano degli anni ’60, la mostra si chiude il 12 dicembre dopo ben due mesi di esposizione trascorsi all’insegna dei consensi di un pubblico di visitatori sempre numeroso.

Le opere di Flavin, oggi quotate tra i 400.000 e i 600.000 dollari ciascuna, tutte provenienti dal Guggenheim Museum di New York, sono il risultato di un estremo bisogno di trascendenza, di un percorso interiore che scava alle radici dell’esistenza, che indaga il senso della vita e della morte, della gioia e della sofferenza umana. Tutto questo, attraverso la ricerca di "luce pura" nel colore, attraverso l’essenzialità di un’arte che utilizza prosaici materiali quotidiani quali neon fluorescenti e tubi industriali anni ’60 caricandoli, però, di complesse significazioni simboliche.  Il visitatore si trova, così, immerso in un’atmosfera magica ed irreale, quasi metafisica, emotivamente coinvolto dagli squarci di luce colorata che ogni installazione emana.

L’artista, prematuramente scomparso nel ’96 e fino ad allora inspiegabilmente ignorato dal collezionismo internazionale, eccezion fatta per il suo estimatore Giuseppe Panza, riceve oggi la sua consacrazione ufficiale grazie anche alla grande mostra antologica attualmente in corso alla National Gallery of Art di Washington.

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