Home Politica scolastica Davide Faraone: “La scuola non è un ufficio di collocamento”

Davide Faraone: “La scuola non è un ufficio di collocamento”

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Siamo stati presenti all’iniziativa pubblica, organizzata dal Partito Democratico della Calabria, sul tema caldo della riforma  della scuola. Alla presenza del  Sottosegretario di Stato all’Istruzione On. Davide Faraone il titolo del dibattito, tenutosi al Palazzo Campanella del Consiglio della Regione Calabria, è stato:  “La Buona Scuola, opportunità per il SUD”. 

L’interessante iniziativa si è svolta nella sala “Giuditta Levato”, che tra i tantissimi e lussuosissimi ambienti del Palazzo Campanella è tra le più piccole. Il sottosegretario Faraone è giunto puntualmente a Reggio Calabria alle 17;  in sala  erano presenti una cinquantina di persone, per lo più insegnanti, qualche dirigente scolastico ed alcuni dirigenti sindacali. 

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Il sottosegretario del Miur ha deluso profondamente le aspettative, ha evitato, per quanto gli è stato possibile, domande da parte dei presenti, ed ha fatto il monologo. Nella sala i mugugni sono stati continui, le contestazioni, educate, civili e compite, non sono mancate e il sottosegretario è parso in difficoltà. Intanto Faraone, a chi gli chiedeva conto della questione scuole sicure, ha voluto dire che fra qualche giorno sarà disponibile on line l’anagrafe degli edifici scolastici, dove ognuno potrà vedere lo stato di sicurezza e di eventuali messe in sicurezza della propria scuola.

A chi dal pubblico, come ad esempio l’ex ispettore tecnico del Miur Guido Leone, chiedeva di intervenire con un decreto ad hoc sulle assunzioni per evitare brutte sorprese, Faraone ha risposto in modo lapidario: “La scuola non è un ufficio di collocamento” ed ha poi aggiunto che  “le assunzioni rientrano in un piano ben preciso di funzionalità della scuola, per cui il ddl non si spacchetta e sarà approvato in tempi utili per le assunzioni”.

Poi abbiamo assistito ad alcuni svarioni madornali di Davide Faraone, che probabilmente non era lucidissimo e pensava già a prendere l’aliscafo al Porto di Reggio Calabria per raggiungere la sua Sicilia. Di che svarioni stiamo parlando?

Il Sottosegretario ha parlato di docenti di sostegno che si occupano di accompagnare i ragazzi al bagno e che con la buona scuola questo non accadrà più, perché si punta alla qualificazione della professionalità dei docenti di sostegno. Docenti di sostegno che accompagnano i ragazzi al bagno? Nella sala si sono sentiti commenti e risolini, rispetto a questa battuta del Sottosegretario.

Inoltre, ha anche parlato di estendere l’alternanza scuola-lavoro ad ogni “ordine di scuola”. Estendere l’alternanza scuola lavoro ad ogni ordine di scuola? Altra gaffe, forse il sottosegretario Faraone, intendeva un’estensione anche all’istruzione liceale, oltre a quella professionale e tecnica.

Ma la scena più esilarante è stata quando dal pubblico è intervenuta magistralmente, prendendo la scena e i flash dei fotografi, la segretaria provinciale del Flc Cgil di Reggio Calabria Elisa Gambello, che ha chiesto precisazioni, e soprattutto se esiste un ragionevole dubbio di errore da parte del Miur, sulla decisione di concedere così tanti poteri ai dirigenti scolastici. Preso in contropiede, Faraone ha risposto: “Mi sembra un discorso di matrice sindacale, bisogna finirla con la contrapposizione tra le varie categorie della scuola”.

Il Sottosegretario ha anche candidamente ammesso che pur essendo consapevole dell’esistenza di dirigenti scolastici incapaci, “bisogna dare al dirigente scolastico la possibilità, come se fosse un allenatore di una squadra di calcio, di giocarsi il campionato come meglio crede, e se perde saranno problemi suoi”.

Dalla platea si è sentito chiaramente dire: “Ma la scuola non è la Champions league , è una cosa seria stiamo parlando del futuro del Paese e non di un campionato di calcio”.

È stato un incontro surreale dove l’amarezza è stata molta e alla fine Davide Faraone si è scusato, ma l’aliscafo lo attendeva ed ha lasciato la sala con il solo applauso dei due dirigenti del partito democratico che gli sedevano accanto e non più di una decina di persone di fede renziana.