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Decreto Brunetta: il Ministro replica alla Cgil

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Pronta replica del ministro Renato Brunetta all’attacco della Cgil sullo schema di decreto di interpretazione autentica del decreto 150/09.
Il Ministro non usa molto fair play (a dire il vero i comunicati di Brunetta e del suo portavoce sono sempre piuttosto espliciti soprattutto se si riferiscono al sindacato di Susanna Camusso) e parla di opera di disinformazione; non solo ma definisce i dirigenti della Cgil “tetragoni campioni della conservazione”, “sostenitori del falso” e incapaci di far di conto.
Nel suo comunicato, la Cgil aveva accusato Brunetta di voler adottare un nuovo decreto solo per bloccare le decisioni dei Giudici del lavoro, ampiamente favorevoli, sempre secondo la Cgil, alla tesi dei sindacati.
Ma Brunetta precisa:
”Finora le sentenze della magistratura, tutte di primo grado, sono state infatti in dieci casi favorevoli alle amministrazioni (e quindi all’interpretazione data dal Dipartimento della Funzione pubblica) mentre in altri sei casi hanno premiato le tesi delle organizzazioni sindacali”.
A onor del vero la proporzione di cui parla il Ministro si ripropone anche nel comparto scuola con sentenze favorevoli ai sindacati ad Oristano, Bologna e Siena ma contrarie a Catanzaro, Frosinone, Genova, Messina e Venezia.
Non manca un po’ di ironia a proposito della posizione assunta dalla Cgil in merito all’accordo Governo-sindacati del 4 febbraio: “E’ davvero curioso – sottolinea Brunetta – che la CGIL, che non l’ha firmato, difenda adesso a spada tratta un testo che peraltro il governo ha pienamente rispettato, inviando il relativo atto di indirizzo ai Comitati di settore delle Regioni e degli Enti Locali”.
E infine un annuncio-promessa, condito come sempre da una battuta polemica nei confronti del sindacato di Camusso:
“Pubblicheremo presto sul sito del Ministero tutti gli atti inerenti il decreto correttivo, sentenze della magistratura comprese. La trasparenza, così poco praticata in casa CGIL, resta infatti per noi una pratica irrinunciabile”.
C’è da scommettere che con la pubblicazione di quanto promesso dal Ministro, la polemica a distanza anziché placarsi si rianimerà ulteriormente.

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