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Decreto inclusione: le prime critiche arrivano dai Partigiani della scuola

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Sui correttivi al decreto inclusione approvati il 20 maggio dal Consiglio dei Ministri arrivano già le prime prese di posizione.
I Partigiani della scuola pubblica prendono le distanze anche se “salutano positivamente la Reintroduzione del GLO in ogni scuola, il gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione, che propone all’USR le ore da assegnare ai docenti”.
“Il GLHO – scrivono i PSP – era stato sorprendentemente cancellato e le funzioni preponderanti erano state affidate al GIT, un organo burocratico (composto da dirigenti scolastici e personale che nulla aveva a che fare con le disabilità) che avrebbe dovuto proporre all’USR, non si sa bene su quali basi, la quantificazione delle risorse di sostegno didattico. In realtà una ratio c’era: tagliare i costi, tagliare le risorse, tagliare i servizi”.
“Con il nuovo decreto – proseguono – il GIT  sarà composto anche da docenti esperti in inclusione e darà un parere al dirigente scolastico sulla richiesta complessiva dei posti di sostegno. Svolgerà, quindi, un ruolo consultivo,  diverso rispetto a quello prospettato nel pessimo decreto Fedeli. Ma Il viceministro Giuliano aveva promesso la cancellazione del Git che, pur variando nella sua composizione, non nasconde la sua natura, prevista fin dall’inizio, di organo preposto alla ratifica di eventuali tagli per l’ottimizzazione delle risorse”.
Ma anche questa soluzione non piace per nulla ai Partigiani che “ritengono che il GIT, tra l’altro oneroso e gravoso sui costi, sia di nuovo preposto alla razionalizzazione delle risorse e quindi ne chiedono la cancellazione totale e definitiva”.
Ma c’è un aspetto ancora più grave (lo avevamo già segnalato in un nostro articolo); il nuovo decreto introduce una norma molto chiara in materia di organici: “La realizzazione delle misure attuative, di cui al comma 2 [si tratta del misure finalizzate a garantire l’inclusione degli alunni, comprese uelle da realizzarsi ricorrendo ai docenti di sostegno, ndr], avviene ad invarianza di spesa e nel rispetto del limite dell’organico docente ed ATA assegnato a livello regionale e la dotazione organica complessiva non può essere incrementata in conseguenza dell’attivazione degli interventi previsti dal predetto comma 2, ivi compreso l’adeguamento dell’organico delle istituzioni scolastiche alle situazioni di fatto.”
“Quindi – concludono i Partigiani – non vengono dati posti aggiuntivi in organico. Significa che i saldi sono invariati a livello regionale, per cui se la scuola X di Reggio Calabria ha bisogno di un posto sostegno, questo può essere dato se sottratto alla scuola Y di Cosenza. Quindi anche se nel PEI venissero indicare più ore da proporre all’ USR, tenuto conto delle effettive esigenze concrete rilevate, questo non determinerà mai un aumento dell’organico di diritto assegnato a livello regionale sia per i docenti che per il personale ata”.
I PSP, in proposito, ricordano che “tale comma è illegittimo ed è stato già sanzionato dal TAR Lazio che ha affermato un principio opposto e cioè che l’organico di diritto deve essere valutato tenuto conto delle effettive esigenze rilevate, senza cioè ricorrere all’organico di fatto”.