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Decreto scuola, rischio di blocco per parere negativo della Ragioneria di Stato

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Già venerdì 29 novembre i telefoni dei leader sindacali rappresentativi erano caldi per il fatto che il Decreto scuola rischiava di essere scompaginato per i pareri negativi del MEF. La preoccupazione dei sindacati era palpabile, perché gli accordi tra Governo e sindacati sulla risoluzione del precariato sembrano essere messi in discussione. Regna il disorientamento e l’incertezza, il sottosegretario al MIUR Lucia Azzolina invita tutti alla calma e, chiede con un post facebook, di attendere l’arrivo in aula del Decreto per verificare lo stato dei fatti.

Intanto la polemica sindacale non tende ad attenuarsi e si rincorrono le notizie che sul DL Scuola e Ricerca alcune norme dopo aver superato il vaglio delle Commissioni Lavoro e Cultura, rischiano il blocco per posizioni pregiudiziali dei tecnici della Ragioneria. Il sindacato della FLC CGIL è in allarme e chiede massima trasparenza

Comunicato della FLC CGIL

Roma, 1 dicembre – Lunedì 2 dicembre partirà l’iter di conversione in legge del Decreto Scuola e Ricerca (DL 126/2019). Dal Parlamento arriva la notizia che la Ragioneria Generale dello Stato avrebbe espresso parere negativo su alcuni emendamenti riguardanti la scuola e la ricerca già discussi e approvati dalle Commissioni Lavoro e Cultura.
Non vorremmo che si facessero rilievi infondati e basati su argomentazioni giuridicamente astratte e avulse dalla situazione concreta o, peggio ancora, si assumessero posizioni pregiudiziali e di natura politica. Sarebbe molto grave se a seguito di questi rilievi il MEF assumesse posizioni di natura eminentemente politica su ambiti che non sono di sua stretta pertinenza.

 La Ragioneria porti in trasparenza tali rilievi supportandoli con dati e riferimenti normativi. Occorre una discussione aperta e informata svolta nelle sedi opportune, per evitare che la tecnocrazia superi le prerogative parlamentari.

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Il Decreto Scuola e Ricerca è un provvedimento molto atteso anche per la portata “storica” di alcune misure sul precariato in esso contenute.

Il sindacato resta dunque in allarme per quanto sta accadendo in queste ore in Parlamento e chiede che la conversione in legge mantenga l’impegno preso verso i diritti e le aspirazioni delle migliaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti.