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Deleghe L.107/15, sostegno: nuovi docenti specializzati iper-preparati, le ore pure ad alunni non gravi

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Per la famiglia di un alunno disabile sarà più facile ottenere il docente di sostegno, anche se la disabilità non è troppo grave. Inoltre il personale sarà più preparato.

Sono alcune delle novità presenti nella delega sull’inclusione degli alunni disabili approvata dal Consiglio dei ministri in via preliminare sabato 14 gennaio.

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Dalle prime informazioni che provengono, fonte ministero dell’Istruzione, risulta che il nuovo sostegno agli alunni con problemi di apprendimento sarà incentrato su più “semplificazione e snellimento delle pratiche burocratiche, maggiore continuità didattica (si prevede quindi un incremento, probabilmente fino a 10 anni, della permanenza sul sostegno per i neo-assunti prima di chiedere il passaggio su insegnamento curricolare n.d.r.) e formazione del personale docente e della comunità scolastica, costruzione di un progetto di vita che coinvolgerà più attori della società che collaborano in rete”.

Inoltre, sottolineano da Viale Trastevere, “non sarà solo la gravità della disabilità a determinare le risposte offerte degli alunni: si cercherà di determinare in senso più ampio i loro bisogni”.

 

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Questo significa che l’attività di presa in carico degli alunni sarà più condivisa: la scuola fornirà al nuovo Gruppo di Inclusione Territoriale il Piano di inclusione, la valutazione diagnostico-funzionale e il progetto individuale per l’alunno che costituiranno la base delle richieste all’Ufficio scolastico regionale.

A delega approvata, gli insegnanti di sostegno saranno “più preparati, con l’obbligo di 120 crediti formativi universitari sull’inclusione scolastica (oggi sono 60) per tutti i gradi di istruzione, 60 prima del percorso di specializzazione e 60 durante,  (il doppio rispetto ad oggi)”.

Inoltre, “tutti i futuri docenti avranno nel loro percorso di formazione iniziale materie che riguardano le metodologie per l’inclusione e ci sarà una specifica formazione anche per il personale della scuola, Ata compresi”.

Ne consegue, dunque, che i corsi di specializzazione sul sostegno diventeranno più impegnativi, oltre che specifici rispetto al panorama delle tante disabilità presenti.