Home Politica scolastica Quelli della fase B della legge 107/2015, rivendicano il diritto di rientro

Quelli della fase B della legge 107/2015, rivendicano il diritto di rientro

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I Docenti assunti in Fase B nell’agosto 2015, in particolare quelli della provincia di Cosenza, preoccupati per il proprio futuro e per quello delle loro famiglie, desiderano proporre una riflessione su quanto ritengono di aver subito e sulle istanze che in questa sede, ed in altre, intendono reclamare.

DOCUMENTO DI RIVENDICAZIONE COORDINAMENTO DOCENTI FASE B DELLA PROVINCIA DI COSENZA

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Se è nell’intenzione di questo Governo prorogare per il prossimo anno il contratto sulla mobilità dell’11 aprile 2017, non essendoci i tempi per una trattiva e pensando che le nuove regole potrebbero invece essere inserite nel prossimo CCNL generale, allora le preoccupazioni non possono che aumentare e farsi incalzanti. Nei fatti solo il 30% dei posti, nella scorsa mobilità, sono stati destinati ai trasferimenti interprovinciali, per cui le possibilità di rientrare nella provincia di residenza attraverso la prossima mobilità, sono stati destinati ai trasferimenti interprovinciali, per cui le possibilità di rientrare nella provincia di residenza attraverso la prossima mobilità risultano davvero minime. Lo scorso anno sono ritornati in provincia di Cosenza un numero davvero esiguo di colleghi e molti docenti assunti in fase B nel 2015 non hanno ottenuto neanche l’assegnazione provinciale e sono dovuti partire, spesso con figli al seguito.

Vogliamo solo ricordare brevemente che la maggior parte dei docenti assunti in fase B da Roma in su, che oggi reclama in questa sede ancora i propri diritti, insegnava da decenni nelle scuole della provincia di Cosenza o anche della regione Calabria e, a causa del sistema di assunzione previsto dalla Legge 107/2015 detta “Buona scuola”, si è ritrovata penalizzata da un algoritmo iniquo che di certo non ha né rispettato le richieste (disciplina o sostegno) né i punteggi, quindi il merito. Quindi oggi ci ritroviamo, nostro malgrado, a lottare ancora affinché si torni a riconsiderare la storia curricolare di ciascun docente, restituendo giustizia a chi ha visto lesi i propri diritti, anche in considerazione del fatto che allora, solo due mesi dopo, e cioè a fine novembre 2015, altri docenti sono stati assunti sotto casa in quella che venne definita “assunzione sul potenziamento”.

Ci chiediamo ancora oggi perché nessuno abbia chiarito i criteri utilizzati per l’assunzione, secondo un algoritmo che si è basato sulla casualità, o forse la cecità, stando alla nota perizia effettuata e firmata da un gruppo di ingegneri esperti che lo ha analizzato tecnicamente.