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Didattica a distanza, aumentano le ore dinanzi al pc. Tanti docenti: non ce la facciamo più

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L’anno scolastico si concluderà con la didattica a distanza. Questo significa ancora una volta tante ore al giorno dinanzi al pc per migliaia di docenti. La tecnologia ha salvato la didattica, ma può anche essere un rischio per la salute.

Sulla pagina Facebook della Tecnica della Scuola sono tantissimi i commenti di docenti che segnalano problemi alla vista. Più di mille le segnalazioni e i commenti.

C’è chi segnala, oltre ai problemi di vista anche quelli alle caviglie dovuto al fatto di stare tante ore seduti. Poi c’è chi segnala problemi agli occhi: prima non vedeva i caratteri molto piccoli, ora nemmeno quelli grandi.

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Ci sono altri, però, che non sono d’accordo e vogliano evitare generalizzazioni: sì ad un affaticamento, ma non è ancora una situazione grave.

Altri, invece, segnalano, non solo l’aspetto fisico, ma anche quello psicologico: gli studenti non sono pratiche da sbrigare, ma anime da curare, a cui prestare molta attenzione.

Didattica a distanza, aumentano le ore dinanzi al pc.

Tra gli effetti più comuni legati all’uso eccessivo del pc, c’è sicuramente la stanchezza agli occhi: si manifesta con rossore e bruciore oculare, ma anche con un peggioramento della capacità di messa a fuoco fino allo sdoppiamento della visione. In

Non solo, quando si passa molto tempo davanti al pc si rischia anche di sovraccaricare la colonna vertebrale (da seduti); per questo può insorgere mal di schiena intenso. Infine, il mal di testa: chi di noi non ha notato che dopo una giornata trascorsa tra pc e smartphone si avverte come un cerchio alla testa?

Insomma, i sintomi da eccessivo utilizzo del computer sono diversi. Gli esperti consigliano di preferire sfondi di colore grigio a quelli chiari o bianchi (perché la vista verrà sforzata di meno) e di regolare la luminosità del monitor in base all’orario in cui si usa il pc.

Dal 2014, lo stress da computer è stato inserito dall’Inail come rischio, inserendola nell’elenco delle malattie professionali “non tabellate” con onere della prova a carico del lavoratore.

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