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Didattica a distanza, la preside De Francesco: l’unico strumento, ma non è fare scuola

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Alla dirigente dell’ Istituto Istr. Sup. De Felice Giuffrida – Olivetti di Catania, professoressa Anna De Francesco, nell’ambito della nostra rubrica La Tecnica per la scuola, abbiamo chiesto un suo giudizio sulla didattica a distanza, implementata dal ministero per sopperire alla chiusura delle scuole e dunque per non lasciare gli studenti soli a se stessi per causa del Covid19, e quali risultati, dal suo osservatorio particolare, sta elargendo agli oltre 600 studenti della sua scuola che fra l’altro è suddivisa in

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La preside Anna De Francesco 

Giovanissima, la nostra preside, ma combattiva e determinata, alla nostra prima domanda, le sue personali considerazioni sulla dad, non ha avuto esitazione a dirci, anche se nell’alveolo del pensiero comune di tutte le altre nostre interviste:


La Didattica a Distanza (DaD), in questa situazione pandemica, è stato l’unico strumento utile per raggiungere gli alunni. Ovviamente non è “fare scuola”, non può sostituire la relazione e il dialogo interpersonale tra docenti e discenti; poiché la didattica in presenza è imprescindibile. La Didattica a Distanza è stato il solo modo per incontrarsi per un tempo di “non scuola” veramente molto lungo.

E dunque, quale strumenti informatici usate?

Il CDD dell’Istituto aveva già deliberato, sin dai primi giorni dell’A.S. 2019/20, l’utilizzo di due piattaforme online: una a pagamento “IMPARI” e una gratuita “G-SUITE”, per cui già un discreto numero di docenti aveva partecipato a corsi di formazione sulla DaD. Successivamente, in condizioni di emergenza, tutto il personale ha partecipato attivamente ad organizzare le classi virtuali in cui inserire alunni e docenti. Personale e alunni hanno avuto tutti un account privato, una mail, un drive, ecc., all’interno dell’ambiente @defeliceolivetti.edu.it.

E per la valutazione di ragazzi come vi siete mossi?

La valutazione è stata deliberata dagli OO.CC., attraverso schede di valutazione, successivamente pubblicate sul sito. Sono stati utilizzati anche i “Moduli Google”, la produzione di file multimediali, ecc. per valutare i lavori dei ragazzi.

E vi siete trovati bene?

Il lavoro è stato duro ma all’insegna di impegno e partecipazione da parte di tutti. Le percentuali di adesione alla DaD è stata di quantità e di qualità, anche da parte di alunni diversamente abili. È stato superato il 95% delle presenze sia dei docenti che degli alunni. Sono state elaborate schede di valutazione della DaD; ogni docente aveva la propria scheda e la consegnava al Coordinatore che la trasmetteva al NIV (Nucleo Interno di Valutazione). Inoltre, per facilitare la diffusione dei mezzi di comunicazione, sono stati consegnati quasi 50 Tablet nuovi agli alunni che ne avevano fatto richiesta.

E per riunirvi come fate?

Alle riunioni collegiali hanno partecipato tutti. È stato approvato un nuovo Regolamento per gli OO.CC. che tenesse conto delle nuove modalità di incontro a distanza. Sono state organizzate assemblee d’istituto online con i ragazzi e riunioni con le quinte classi per parlare del nuovo Esame di Stato.

Con quali risultati?

I risultati sono stati buoni, i feedback sono positivi. I dati sono stati desunti dalle schede di monitoraggio, elaborate dai gruppi di lavoro e poi analizzate dal NIV.

Tuttavia, è noto che la dad ritarda o comunque non consente che tutta la programmazione annuale venga espletata: cosa è cambiato da voi?

Il CDD ha emanato le Linee Guida, i criteri di valutazione e le modalità generali per la DaD. I Dipartimenti hanno elaborato la nuova programmazione per le singole discipline e successivamente i CdC l’hanno adattata alla realtà dei singoli bisogni del contesto classe. Le attività in sincrono sono state ridotte a circa un terzo, il resto è stato svolto in asincrono, i tempi di consegna dei vari elaborati degli studenti sono stati allungati e la valutazione in itinere è stata principalmente di tipo formativo, non sanzionatorio ma rivolta soprattutto allo sviluppo della persona.

E per quanto riguarda gli esami di stato, che tanta fibrillazione sta incutendo non solo au ragazzi ma anche ai prof?

Gli esami di Stato sono stati organizzati all’insegna del rispetto delle norme di sicurezza (DPI, Distanziamento, sanificazione locali, ecc.). È stato disposto un incontro con le classi quinte in cui ho illustrato i nuovi articoli dell’ordinanza ministeriale. I docenti delle classi terminali hanno organizzato incontri informali su Meet per programmare al meglio i lavori dei successivi Esami di Stato.

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