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Didattica a distanza: ok come supporto in classe, ma in emergenza è l’unica possibile

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Gabriella Nocita è una veterana della scuola, da 26 anni in cattedra, insegna Materie letterarie e latino nel Corso di scienze umane presso il Liceo Turrisi Colonna di Catania, nel quale fra l’altro ha svolto anche la funzione di collaboratrice del dirigente. Dunque una docente che della scuola conosce tutti i risvolti, anche quelli più vicini alle stanze delle decisioni, per cui intervistarla nell’ambito della nostra rubrica “La Tecnica per la scuola”, acquista una valenza ancora più significativa e in modo particolare quando anche lei afferma, con decisa convinzione, che nessuna didattica a distanza potrà mai sostituire quella in presenza e dunque il rapporto diretto con gli alunni.
Tuttavia, precisa: “La dad si potrà usare come supporto, come strumento tecnologico in più, come mezzo ulteriore per fare scuola al meglio e ottenere maggiori risultati, favorendo la crescita culturale dei nostri alunni, anche perché la scuola soprattutto deve adeguarsi ai tempi e ai mutati mezzi di comunicazione”.

La prof Gabriella Nocita

L’emergenza e un nuovo approccio con la classe

Sicuramente, continua la professoressa Nocita, “questa emergenza ci ha costretto a rivedere un approccio diverso con la classe, dal momento che, arrivando all’improvviso, ci ha per certi versi colti impreparati; non tutti però, considerato che io ho anche tenuto corsi di aggiornamento proprio sull’utilizzo dei mezzi tecnologici e quindi intorno a una didattica che si appoggia proprio sui sistemi informatici”.
In ogni caso, ci conferma Nocita, nel suo Liceo tutti i docenti amano, e questo è un dato positivo, confrontarsi fra di loro, parlare, in chat o attraverso la piattaforma della scuola, per scambiarsi idee, pareri, modalità di intervento, per cercare di non lasciare indietro nessuno e in modo particolare chi ha più bisogno. Un lavoro di collaborazione importante e chi ha più competenze le mette a disposizione degli altri per dare tutto il supporto necessario.

Scambio di idee fra colleghi proficuo

“Uno scambio di idee molto proficuo, sia a livello professionale sia nei confronti degli allievi, alcuni dei quali però, nonostante il lavoro costante e proficuo, purtroppo non stanno riuscendo a colmare le lacune. Chi già aveva difficoltà, prima della chiusura forzata delle scuole, oggi ha allungato le distanze, nonostante si faccia il possibile per coinvolgerli. La dad in altri termini rischia di non riuscire ad evitare qualche ulteriore abbandono. Questa forzata rimodulazione della didattica potrebbe in qualche modo fare aumentare la percentuale di alunni che lasciano”.

Gli abbandoni e le difficoltà oggettive

Una conferma in più, dunque, su quanto da tantissime parti si ventila, compresi gli interventi sull’argomento che il nostro portale ha pubblicato, proprio su questa pericolosa problematica.
E su tale scia, anche Nocita tiene a precisare che la dad sta mettendo a nudo altri problemi, come la difficoltà che hanno gli alunni a stare tropo a lungo davanti allo schermo, le incertezze nella comunicazione, le interferenze nella linea e poi le correzioni e le interrogazioni, che rimangono sempre precari, nonostante lei prepari presentazioni e video lezioni dettagliate con elementi esplicativi che mette nella piattaforma e per venire in aiuto e soccorso ai ragazzi che vanno sempre stimolati e incoraggiati, e comunque mai abbandonati perché in ogni caso anche questa è la “mission” dei docenti e della scuola.

Lavoro triplicato

“Ma il lavoro intanto, e inseguendo tutte le possibili strategie didattiche per venire incontro agli alunni, si è triplicato, il tempo per preparare lezioni e le presentazioni moltiplicato, mentre io e gli altri colleghi spesso telefoniamo ai genitori perché controllino i figli e li seguano, non li facciano poltrire, svolgendo così perfino un lavoro da psicologi. Diamo impegno, ma pretendiamo impegno dai ragazzi e dalle famiglie per ottenere il migliore risultato possibile.
“Non a caso infatti ci riuniamo in videoconferenza ma anche per chat o per telefono coi colleghi, a parte le riunioni di rito previste dalle istituzioni”.

Gli esami di stato: un interrogativo

E in questo singolare contesto, fanno pure capolino le domande relative all’esame di stato che il 17 giugno si dovrà svolgere con le modalità note: un solo colloqui orale e probabilmente in presenza ma con le mascherine e a debita distanza per eventuali inopportuni e malefici contagi.
“Se il ministero ci desse qualche certezza -si indigna Nocita- forse ci toglierebbe qualche ansia in più. Non è possibile infatti che ancora non sia arrivata nessuna direttiva precisa sugli esami, non solo relativamente ai voti ma anche nelle modalità della conduzione del colloquio. E questi ritardi non fanno bene alla scuola, perché ci impediscono di programmare e organizzarci come si deve. Ma anche per smussare le ansie dei giovani i quali, comunque si svolga l’esame, hanno sempre le giuste apprensioni”.
E in effetti non possiamo che non essere d’accordo con lei: se le linee internet fanno le bizze, se le dad sono incerte, non faccia le bizze il ministero e soprattutto non lasci nelle incertezze le scuole.