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Didattica a distanza, scelta collegiale o imposizione del Dirigente?

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Si chiama La scuola «restata a casa». Organizzazione, didattica e lavoro durante il lockdown per la pandemia di COVID-19 la ricerca dell’Università Sapienza di Roma insieme alla Federazione Lavoratori della Conoscenza e altri enti, che fa luce sul successo o insuccesso della didattica a distanza sulla base di certe dinamiche scolastiche.

In particolare, dalla ricerca emerge che quando la didattica a distanza è frutto di una scelta collegiale e non di una imposizione unilaterale del Dirigente scolastico, la sua efficacia è maggiore, in quanto viene applicata secondo protocolli più precisi che prendono le mosse da un’adeguata formazione del personale.

Per semplificare, tra gli insegnanti che hanno ricevuto la formazione propedeutica alla DaD, che sono il 62,5% del totale, in maggioranza (oltre il 71%) si tratta di docenti che hanno scelto la didattica a distanza con modalità collegiali.

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Ecco i risultati dell’indagine:

Il 62,5% degli insegnanti risponde che sono state attivate iniziative di formazione per sostenere i docenti. Carenze maggiori tra gli insegnanti della scuola primaria (il 44,5% non ha ricevuto formazione) e degli istituti professionali (il 52%).
Iniziative di formazione (per la DaD) molto più frequenti dove ha prevalso una modalità di decisione più collegiale.

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