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Didattica online, il decreto è marcia indietro: rischiamo di rendere i ragazzi meno motivati

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Il decreto scuola, dopo una lunga gestazione, ha visto la luce lunedì sera (clicca qui per i dettagli). Tanti sono i commenti al provvedimento varato dal governo.

C’è da segnalare anche l’intervento di Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli sul Sole 24 Ore: “Se non si tornerà a scuola prima di settembre, nessuna bocciatura (o quasi) e un’ammissione generalizzata all’anno successivo, quando saranno colmati eventuali debiti. Così molti allievi perderanno la motivazione a affrontare seriamente gli ultimi mesi. Una scelta poco comprensibile, specie per le secondarie”, afferma Gavosto che poi sottolinea: “Sappiamo che oggi l’esame è poco più di una formalità, con il 99% di promossi, giudizi disomogenei fra le commissioni, nessun valore per le università e i datori di lavoro. In altri paesi si è preferito abolire gli esami, rimpiazzandoli con i normali scrutini dei propri insegnanti”.

Poi la chiosa finale: “Solo da noi si continua a dare più peso al pezzo di carta che ai reali apprendimenti, rischiando di complicare il già arduo cammino della didattica a distanza”.

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