Home Politica scolastica Difficile formare i comitati di valutazione, ma accade anche per la Consulta

Difficile formare i comitati di valutazione, ma accade anche per la Consulta

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Non piace al Ministero l’azione di contrasto che nelle scuole viene portata avanti soprattutto dai sindacati di base per impedire la formazione dei comitati di valutazione.

“Il comitato – sostiene da mesi l’Unicobas – è un organo perfetto e quindi se non è completo non può funzionare”.
Interpretazione analoga era arrivata anche dalla Flc-Cgil soprattutto dopo che in una delle proprie FAQ i dirigenti del Miur avevano scritto che i comitati possono deliberare in ogni caso.
E così le accuse di voler bloccare uno dei punti qualificanti della riforma con metodi poco ortodossi si sprecano.

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Peccato che poi – a ben altro livello – la storia si sia ripetuta proprio oggi: il Parlamento in seduta comune non è riuscito ad eleggere i propri rappresentanti all’interno della Corte Costituzionale.
Si tratta della ventisettesima seduta andata vuoto, la prima risale esattamente a 17 mesi fa.
E stiamo parlando non di un semplice organo collegiale della scuola, ma di uno dei massimi organi della nostra repubblica.
Ne dobbiamo forse dedurre che il Parlamento con metodi non ortodossi vuole mettere a rischio la vita e il funzionamento della Consulta?
Ognuno è libero di pensarla come meglio ritiene, ma un fatto è certo: per quale motivo additare al pubblico ludibrio quei docenti che – a ragione o a torto – tentano di mettere una zeppa nel processo di attuazione della legge 107 e non condannare il comportamento di più di 900 parlamentari che mettono a rischio il funzionamento della Corte Costituzionale?