Home Archivio storico 1998-2013 Generico Difficoltà di apprendimento: ddl all’esame dalla Camera

Difficoltà di apprendimento: ddl all’esame dalla Camera

CONDIVIDI
  • Credion

Dopo quasi tre mesi di lavoro, il “Comitato ristretto” della Commissione Cultura della Camera ha concluso l’esame del disegno di legge sui disturbi specifici di apprendimento già approvato dal Senato e dalla prossima settimana il provvedimento verrà finalmente discusso direttamente in Commissione.
La sensazione è che il disegno di legge potrebbe andare rapidamente in aula ed essere definitivamente approvato prima della pausa estiva: il testo attuale, infatti, è il risultato di un lungo e complesso lavoro di confronto fra maggioranza e opposizione che va avanti da almeno un anno e mezzo.
Il provvedimento è costituito da 9 articoli (l’ultimo chiarisce che dalla applicazione della legge non possono derivare oneri per le finanze dello Stato).
L’articolo 1 sottolinea – molto opportunamente – che agli alunni che soffrono di disturbi come la dislessia o la disgrafia non si applicano le norme contenute nella legge 104: in altre parole i bambini dislessici non possono in alcun modo essere considerati disabili o handicappati.
Diversi passaggi della proposta di legge evidenziano invece la necessità che l’Amministrazione scolastica promuova e organizzi attività di formazione e aggiornamento rivolte al personale docente (ma con quali risorse non è chiarito, anche se è probabile che si continuerà ad attingere ai fondi dell’ormai esausto “pozzo” della legge 440/97).
L’articolo-chiave della proposta (il numero 5) prevede espressamente che “gli alunni con segnalazione diagnostica di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione”.
Nel concreto, secondo il ddl, le scuole dovranno attivare iniziative diversificate: si va dalla didattica individualizzata e personalizzata fino all’uso di tecniche compensative che potranno comprendere anche l’uso delle tecnologie informatiche e degli strumenti di apprendimento alternativi (“attivabili– recita testualmente la legge – a valere sulle risorse specifiche disponibili a legislazione vigente nello stato di previsione del Ministero dell’istruzione”).
Al Senato il disegno di legge è già passato con il voto favorevole di tutti i gruppi parlamentare, anche se resta difficile capire come si riuscirà ad addossare alle scuole questo ulteriore impegno senza prevedere risorse specifiche.