Breaking News
Aggiornato il 09.02.2026
alle 18:05

Dimensionamento, la scuola italiana “perde” 90mila studenti l’anno. Segnali di speranza per il futuro

Valerio Musumeci

Nell’anno scolastico 2017/18 gli studenti della scuola italiana erano oltre 8,4 milioni. Nel 2023/24 erano scesi a 7,8 milioni. Conti alla mano, nell’arco di sette anni, il comparto ha “perso” circa seicentomila alunni, una media di quasi 90mila l’anno, con punte di 110mila. Sono i numeri degli open data del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che certificano il calo costante della popolazione scolastica nel Belpaese: è anche uno dei fattori chiave del dimensionamento scolastico, che negli ultimi anni ha portato all’accorpamento e spesso alla soppressione di numerosi istituti da Nord a Sud del Paese. Una situazione crea non pochi disagi, specialmente nelle aree interne.

Regioni commissariate dal Governo

Per l’anno scolastico 2026/27, il Decreto interministeriale 124/2025, a firma del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, fissa a 938 alunni il coefficiente medio di alunni per scuola. Le Regioni, si legge, “provvedono autonomamente al dimensionamento della rete scolastica entro il 31 ottobre 2025″, tenendo conto delle indicazioni ministeriali. Nei giorni scorsi, Valditara ha annunciato il commissariamento di quattro regioniEmilia-Romagna, Toscana, Sardegna e Umbria – che non hanno provveduto in tempo alla procedura. Una decisione che ha scatenato dure critiche, a partire da quelle della Flc Cgil.

La posizione dell’Associazione Nazionale Presidi

Con lo stesso decreto, il contingente organico dei dirigenti scolastici e dei DSGA è stato fissato a 7.389, contro i 7.461 dell’a.s. 2024/25 e ai 7.401 del 2025/26. Un calo significativo, ma inferiore rispetto a quello previsto nel 2023, che fissava l’organico del 26/27 a soli 7.309 posti. “Soltanto dodici in meno rispetto a quella dell’organico dell’anno scolastico 2025/2026″, rivendica l’Associazione Nazionale Presidi. Un dato che fan ben sperare, aggiunge l’Anp, legato “ai recenti dati sul tasso di natalità, che continua a diminuire ma in misura inferiore a quanto prospettato nel 2023“. Un segnale di speranza, che dovrà essere confermato dai numeri. E soprattutto proseguire nei prossimi anni.

I numeri del tracollo degli ultimi anni

In attesa dei nuovi dati, quelli degli anni scorsi raccontano di una scuola sempre meno frequentata. Nell’anno scolastico 2023/24 (l’ultimo per il quale sono disponibili i dati) gli studenti sono diminuiti di 99.786 unità rispetto al precedente. Nel dettaglio, gli alunni delle scuole statali sono stati sette milioni e 53mila, contro i sette milioni e 153mila dell’anno precedente. L’esodo ha riguardato in misura maggiore il Sud, con 35.040 studenti in meno, il Centro (19.217) e il Nord Ovest (18.664). Dati inferiori per le Isole (13.571 studenti in meno) e il Nord Est (13.114). Un calo a quattro zeri, che tuttavia non è il più grave. Osservando le serie storiche, infatti, se ne trovano di peggiori.

Spopolamento sempre più massiccio

Il record è stato toccato nell’anno scolastico 2022/23, quando sono stati ben 109.510 gli alunni “persi” nel nostro Paese. Anche i cicli precedenti hanno mostrato una massiccia riduzione degli studenti, anche se di minore entità. Per esempio, nell’a. s. 2021/22 il calo è stato di 69.624 unità, nel 2020/21 di 92.097, nel 2019/20 di 86.375. Infine, nell’anno scolastico 2018/19, sono stati persi 60.847 ragazzi. Numeri che – come detto – fotografano uno spopolamento sempre più massiccio delle aule scolastiche. Con tutto ciò che ne consegue sulla gestione quotidiana delle scuole. Soprattutto in determinate zone del Paese, dove la scuola è ormai l’ultimo presidio sociale.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate