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Diplomati magistrale, anche le scuole non vogliono il “licenziamento” delle maestre

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Con il Governo M5S-Lega saltato all’ultimo minuto, si allontanano quasi definitivamente le speranze dei diplomati magistrale di ottenere un provvedimento urgente di natura politica utile per proseguire il lavoro anche il prossimo anno scolastico: infatti, è fortemente in dubbio la possibilità che un Governo tecnico possa mettere mano in maniera celere ad una situazione del genere, che comunque non resta del tutto scoperta perchè è in arrivo il decreto Miur che sancirà ufficialmente il passaggio in seconda fascia dei diplomati magistrale in ruolo o in GAE.

Ma le maestre con diploma magistrale, oltre ad avere il sostegno dei genitori, si trovano in molti casi spalleggiati anche dalle stesse scuole che fra poche settimane dovranno abbandonare.

Ci viene segnalata, a tal proposito, la mozione presentata dal Collegio Docenti della Direzione Didattica “G.B. Perasso” di Milano.

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In tale documento la dirigente scolastica esprime preoccupazione rispetto alla questione Diplomati Magistrale, che rischia di comportare, oltre alle evidenti difficoltà per i diretti interessati, anche incertezza e disagi in vista dell’avvio del prossimo anno scolastico. Situazione difficile anche in virtù del fatto che la Lombardia, come il Piemonte, registra un numero elevato di diplomati magistrale in ruolo, sia a tempo determinato che indeterminato e ciò potrebbe provocare molti disagi alla continuità didattica.

Quello che chiede la scuola in questione è soluzione equa che permetta di non disperdere il patrimonio professionale già in forza alle scuole, consentendo con idonee misure ai docenti Diplomati Magistrale, con esperienza e preparazione comprovate, di continuare a prestare servizio a favore dei propri alunni.

LEGGI LA MOZIONE QUI

Ecco cosa chiede il Collegio dei docenti

La mozione presenta una parte in cui vengo fatte esplicite richieste al prossimo Governo, che dovrebbe intervenire immediatamente attraverso un decreto legge d’urgenza per:

– la salvaguardia ed il mantenimento dei contratti a tempo indeterminato;

–  la salvaguardia dell’anno di prova in corso e l’assunzione per chi supera l’esame finale di fronte al Comitato di Valutazione;

–  la riapertura delle Gae da cui attingere per l’arruolamento sulla base del punteggio per tutti gli aventi diritto  in possesso del titolo abilitante ( DM conseguito entro l’a.s. 2001/2002, Laurea in Scienze della Formazione Primaria, Tirocinio Formativo Attivo);

Insomma, forse le cose non vedranno subito una risoluzione positiva per i docenti con diploma magistrale, ma sicuramente questa categoria di insegnanti ha trovato appoggio sia dentro che fuori la scuola.

Depennamento solo per le sentenze di merito

La nota che presto il Miur invierà a tutti gli USR, renderà operativi i dettami contenuti nel parere dell’Avvocatura di Stato. Nella nota, si ribadisce che gli uffici dovranno dare applicazione alle sole sentenze di merito, via via che saranno notificate, con il depennamento degli interessati dalle GAE e la risoluzione del contratto di lavoro sottoscritto per effetto dell’inserimento con riserva a suo tempo ottenuto nelle GAE stesse.

Si conferma invece che gli effetti prodotti da sentenze favorevoli ai docenti diplomati e passate in giudicato sono mantenuti a pieno titolo, ivi compresa l’eventuale immissione in ruolo.

Aggiornamento GaE

L’Amministrazione ha inoltre comunicato che nel consueto decreto riguardante gli annuali aggiornamenti GAE (scioglimento delle Riserve per conseguimento del titolo di accesso, presentazione del titolo di sostegno conseguito entro il 30 giugno, diritto alla riserva di cui alla legge 68) saranno stabilite le modalità con cui procedere all’inserimento in graduatoria di II fascia per coloro che, essendo in ruolo con clausola risolutiva, non avevano potuto nel giugno dello scorso anno presentare domanda per l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto.

La protesta delle maestre continua

Oltre ai genitori e le scuole che chiedono a gran voce il mantenimento del ruolo, continuano, come abbiamo visto in precedenza, le proteste dei diplomati, che chiedono a gran voce un provvedimento urgente di natura politica che possa contrastare o migliorare quanto stabilirà il decreto ministeriale. Con i diplomati magistrale, ultimamente, si sono schierati anche gli enti locali. “Dalla nostra parte, spiega Elena De Meo, coordinatrice nazionale del Coordinamento Diplomati Magistrali Abilitati – ci sono i Comuni, le Province e le Regioni: sanno che in questa situazione, con 55mila docenti senza più al loro posto, l’anno scolastico non potrà partire. Vogliamo continuare ad insegnare alle nostre classi e ai nostri alunni. Non possiamo vanificare tutto per per colpa di un errore tecnico, visto che l’adunanza plenaria ci dice che avremmo dovuto ricorrere nel 2007” ma era impossibile.
Nella giornata del 29 maggio è stato confermato da Cub Scuola lo sciopero e il presidio al Parlamento che riguarda proprio i diplomati magistrale.

Cercasi soluzione politica

L’amministrazione ha, giustamente, pensato di non interrompere l’attività didattica per quest’anno scolastico e procedere al termine delle attività didattiche. Si attende la famosa soluzione politica che possa cambiare le sorti di oltre 50 mila insegnanti in GaE e più di 6mila docenti assunti in ruolo. Soluzione che, a giudicare dai tempi di formazione del nuovo Governo non potrebbe arrivare nei tempi sperati e soprattutto necessari: infatti, considerando che maggio è concluso, gli interessati devono sperare che la nuova legislatura metta mano immediatamente alla questione per arrivare ad una conclusione prima dell’inizio dell’anno scolastico 2018/2019. Ma sarà davvero prioritario questo tema? E anche se lo fosse, cosa ripetiamo abbastanza difficile, come si dovrebbe attuare? Organizzare un concorso riservato come vorrebbero in molti richiede un’organizzazione che difficilmente potrà arrivare a buon fine entro il 1° settembre 2018.

 

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