Home Personale Diplomati magistrale, Lombardi (M5S): “Salviamo 55mila docenti a rischio licenziamento”

Diplomati magistrale, Lombardi (M5S): “Salviamo 55mila docenti a rischio licenziamento”

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La campagna elettorale è ormai agli sgoccioli. Diversi i temi trattati dai partiti politici in vista delle elezioni del 4 marzo. Anche la scuola ha avuto il suo spazio.

Uno degli argomenti maggiormente dibattuti è stato quello dei diplomati magistrale, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato del 20 dicembre, che mette a rischio migliaia di posti di lavoro.

Sull’argomento c’è da segnalare l’intervento di Roberta Lombardi, deputata del Movimento Cinque Stelle e candidata alla presidenza della Regione Lazio: “Da oltre due mesi il mondo della scuola è in agitazione a seguito della decisione del Consiglio di Stato che, ribaltando un orientamento giuridico consolidato e confermato da diverse sentenze a loro favore, rischia di tagliare ben 55mila posti di lavoro. E’ questo il numero degli insegnanti, diplomati magistrali, a rischio licenziamento se non vi sarà un intervento immediato della politica”.

“Non possiamo eliminare migliaia di lavoratori che per anni hanno insegnato in scuole di tutta Italia, consentendo ogni anno alla scuola pubblica di chiudere dignitosamente l’anno scolastico, e che per anni hanno chiesto di veder regolarizzata la loro posizione senza alcun riscontro da parte della politica”, aggiunge Lombardi.

“Urge un provvedimento legislativo che blocchi i licenziamenti tutelando così gli insegnanti e l’intero sistema scolastico, inclusi gli alunni e le loro famiglie. Un intervento fondamentale anche per scongiurare che gli insegnanti licenziati incorrano nelle maglie della ‘Buona Scuola’, che li escluderebbe dopo 3 anni di precariato. Va inoltre aperto un tavolo tecnico-politico includendo sindacati, associazioni e i movimenti della scuola per risolvere il problema strutturale del precariato del corpo docente. Tutti i precari andranno tutelati con una soluzione che prenda le mosse dal servizio prestato. Bisogna fermare questa “guerra tra poveri” e agire secondo una visione d’insieme tenendo conto tutte le categorie prodotte dai provvedimenti di chi ha governato negli ultimi anni smantellando la scuola pubblica”, conclude la deputata pentastellata.

Storia dell’abilitazione del diploma magistrale

Fino a quasi 20 anni fa, l’ordinamento scolastico prevedeva che l’abilitazione necessaria per l’accesso a concorsi per il ruolo della scuola elementare (oggi si chiama scuola primaria) si ottenesse con il diploma abilitante alla fine del percorso di studi degli istituti magistrali. Questo fino al 1999, quando la legge cambiò con l’introduzione delle Graduatorie Permanenti (oggi GaE) e l’adozione del doppio canale.

Queste graduatorie verranno utilizzate per l’assunzione ogni anno del 50% dei posti disponibili per le immissioni in ruolo (l’altro 50% sarà preso dalle graduatorie dei concorsi). Per accedere alle Graduatorie permanenti vengono richiesti i seguenti requisiti: per tutti 360 giorni di servizio, per i docenti della scuola dell’infanzia e della secondaria, di primo e secondo grado, l’abilitazione conseguita grazie al concorso mentre per i docenti della primaria l’idoneità conseguita in un concorso.

Con la Legge n. 296 del 27 dicembre 2006, si trasformavano le Graduatorie permanenti in Graduatorie ad Esaurimento (GaE). Derogando ai requisiti richiesti dalla 124/1999 viene consentito l’accesso alle GaE a tutti gli abilitati, anche a quelli abilitati con le SISS e ai laureati in Scienze della formazione primaria, che non hanno acquisito tale abilitazione tramite concorso.

Così come riporta Gilda Professione docente, vengono invece esclusi dalle GaE i diplomati magistrali in possesso del diploma abilitante conseguito entro l’a.s. 2001-2002 nonostante il Decreto Interministeriale del 10 Marzo 1997, con il quale si dava attuazione alla Legge 341/90, che sopprime gli Istituti magistrali, all’art. 2, comma 1, garantisse il valore abilitante ai diplomi magistrali per coloro che avevano frequentato i corsi “iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998” e per i titoli “comunque conseguiti entro l’a.s. 2001-2002”.

I diplomati magistrali vengono dunque inseriti nella III fascia delle graduatorie d’istituto, senza quindi alcuna possibilità di essere immessi in ruolo.

Da questo momento inizia il contenzioso e migliaia di diplomati, sostenuti dalle organizzazioni sindacali. si rivolgono alla magistratura per ottenere il riconoscimento del valore abilitante del loro titolo di studio ed essere inseriti nelle GaE così da guadagnarsi l’assunzione in ruolo.

Il Miur, con i Decreti ministeriali, 235/2014 e DM 325/2015 mantiene il divieto di inserimento in G.A.E. dei diplomati magistrali entro l’anno scolastico 2001-2002.

Nel 2015 il Tar del Lazio interviene sui due decreti ministeriali e li ritiene affetti da nullità e il Consiglio di Stato con le ordinanze 4312/15 e 4313/15 apre nuove prospettive per l’inserimento nelle GaE della primaria e dell’infanzia ai diplomati magistrali entro il l’a.s. 2001-2002.

Nel mese di novembre 2015 l’Avvocatura dello Stato ha chiesto alla Corte di Cassazione il regolamento di giurisdizione per definire a quale giudice (ordinario o amministrativo, ndr.) spetti la competenza nei ricorsi presentati dai diplomati magistrali ante 2001-2002 ai fini dell’inserimento nelle GaE.

Il resto è cronaca, con alcuni diplomati magistrali ante 2001-2002 che hanno una sentenza passata in giudicato dal TAR o dal Giudice del lavoro e sono stati inseriti nelle GaE e ottenuto il ruolo, altri invece, pur avendo fatto ricorso, non ha avuto una sentenza positiva e non hanno ottenuto nulla.