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Diplomati magistrale, prova orale non selettiva e inserimento in coda nelle graduatorie di merito?

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Nella giornata del 18 luglio si è tenuto un altro incontro al Miur per discutere la vicenda diplomati magistrale. Anche se ancora si parla di ipotesi, inizia a profilarsi lo scenario di risoluzione che andrebbe ad intervenire sui docenti immessi in ruolo e nelle GaE con riserva, esclusi però dalla Sentenza del Consiglio di Stato di dicembre 2017.

Diplomati magistrale e laureati in scienze della formazione in coda alle graduatorie di merito

In base a quanto emerge dall’incontro del 18 luglio, riporta il MIDA, da Viale Trastevere iniziano ad intravedere concretamente come risolvere il problema.

In pratica, si starebbe pensando ad una soluzione unica che porti all’inserimento dei diplomati magistrale e dei laureati in scienze della formazione in coda alle graduatorie di merito del concorso.
Quindi, piuttosto che creare una terza gamba vera e propria, come paventato in precedenza, specie dalla Lega, gli esclusi dalla sentenza potrebbero accodarsi, insieme ai colleghi laureati di scienze della formazione primaria, ai vincitori dei concorsi.

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In questo modo, chi ha ottenuto l’assunzione in ruolo con riserva, potrebbe mantenere il posto nelle regioni che hanno esaurito le Graduatorie ad esaurimento e le graduatorie di merito.

Prova orale selettiva o no?

Ovviamente, trattandosi di un’ipotesi, non è ancora ben chiaro come si articolerebbe il tutto. Così facendo, nelle graduatorie di merito, sappiamo che ci sono i vincitori di concorso. E quindi: come si inserirebbero i diplomati nelle stesse graduatorie? Si parla di una prova, probabilmente non selettiva, come già in realtà ipotizzato nelle scorse settimane. Anche se però la selettività o meno resta ancora un nodo da sciogliere.

Sappiamo già che il ministro Bussetti ha fatto intendere quale possa essere la soluzione al problema, ovvero introdurre per i maestri con diploma magistrale un corso-concorso che li porti all’assunzione in ruolo, realizzando un percorso probabilmente simile a quello previsto dal decreto legislativo 59 dell’aprile 2017 per la scuola secondaria ed in corso di svolgimento proprio in questi mesi.

Adesso, in base a quanto riporta l’associazione MIDA che ha partecipato all’incontro al Ministero del 18 luglio, tali docenti che dovranno sostenere una prova, selettiva o no, potrebbero dunque finire nelle ultime posizioni delle graduatorie dei colleghi che hanno vinto il concorso. Certamente, come già accennato, una soluzione del genere, nelle regioni con graduatorie già esaurite, andrebbe a risolvere i problemi. Un po’ meno invece in quelle regioni che ancora hanno molti precari da stabilizzare.

Le sentenze dovranno comunque essere rispettate

Resta ancora il nodo delle sentenze che devono essere comunque rispettate, come ha ribadito il Ministro Bussetti nel corso di un’intervista a La Tecnica della Scuola: “Con il decreto dignità, il MIUR ha ottenuto, per ottemperare agli obblighi derivanti dalle sentenze di merito, che prevediamo arriveranno fra luglio e agosto, 120 giorni di tempo dalla loro notifica. Questo ci consentirà di avviare il prossimo anno scolastico regolarmente, senza ostacoli e rallentamenti per i nostri alunni. In sede di conversione del decreto legge, si dovrà poi pensare a specifiche procedure di reclutamento, che riguarderanno coloro che sono in possesso dei titoli per insegnare nella scuola primaria”.