Da ieri, 1° gennaio, c’è angoscia per quanto accaduto in Svizzera, a Crans-Montana, località sciistica sconvolta dal terribile incidente che ha avuto luogo in un bar durante una festa di Capodanno, a cui stavano partecipando centinaia di ragazzi.
Come riporta La Repubblica, si tratta di una vera e propria strage di minorenni: sono molti i ragazzi tra i sedici e i diciassette anni che si trovavano nel locale per festeggiare l’arrivo del 2026. Nel momento in cui scriviamo sono 47 i morti (quasi tutti difficilmente riconoscibili) e 112 i feriti, 107 dei quali identificati. Sei i dispersi italiani, tredici i feriti ricoverati negli ospedali della Confederazione, tre dei quali trasferiti in serata al reparto grandi ustionati del Niguarda a Milano.
Tra i dispersi italiani ci sono un sedicenne bolognese, un sedicenne romano, un diciassettenne genovese, una sedicenne milanese. Probabilmente, vista l’età, si tratta di studenti. In particolare la dirigente scolastica del liceo frequentato dal ragazzo di Bologna ha parlato a Il Resto del Carlino.
“Che accada una cosa simile a dei ragazzi, degli adolescenti, che si affacciano alla vita, è qualcosa che fa davvero molto male – queste le sue parole –. Terribile che un momento di divertimento si sia trasformato in qualcosa di così grave, qualcosa di impensabile”.
“Profondissima vicinanza ai genitori – dice, la voce commossa –, da parte mia e di tutti i docenti. La notizia del suo coinvolgimento ci ha raggiunto mentre tutti siamo lontani da scuola. È tutto molto doloroso – sottolinea –. Anche i docenti si sono messi a disposizione per risalire a notizie più precise. La nostra speranza è che alla fine la luce si accenda e che sia con noi. Non possiamo che restare in attesa”.