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14.03.2026

Docente costretta a portare il proprio figlio di 5 mesi ai corsi abilitanti “per non rischiare di compromettere anni di sacrifici”

Non ha avuto scelta, ha dovuto svegliare il proprio bimbo di 5 mesi e portarlo con sé al corso di abilitazione per diventare insegnante a tempo indeterminato. La storia, riportata da La Stampa, arriva da Torino e ha come protagonista la prof.ssa Caterina Giacalone, una docente precaria di Alessandria. Ore e ore di lezione col figlio in braccio insieme a colleghe e colleghi.

Ha provato in tutti i modi a chiedere il rinvio dei corsi di abilitazione, scrivendo alla premier Meloni e al ministro Valditara. Quest’ultimo le aveva assicurato che la sua situazione si sarebbe sbloccata ma così purtroppo non è stato. La docente, senza nessuna comunicazione ufficiale, ha dovuto iniziare i corsi per non rischiare di perdere il posto dopo aver vinto il concorso nel 2025.

Questo il suo sfogo su Facebook:

«Nonostante le richieste di chiarimento, i solleciti istituzionali e l’attenzione mediatica che questa vicenda ha suscitato, ad oggi non è arrivata una comunicazione ufficiale che mi consenta di posticipare il percorso abilitante, nonostante il mio congedo parentale in atto.

Così, oggi, sabato 14 marzo, mi sto recando nella sede individuata dall’Ateneo per frequentare le lezioni previste: 10 ore di formazione e circa tre ore di viaggio complessive tra andata e ritorno. È solo l’inizio di un percorso a pagamento, che prevede un fitto calendario di attività obbligatorie, in presenza e non.

Porto con me mio figlio lattante per assicurargli la mia presenza e il suo sostentamento, essendo allattato al seno. Per farlo, ho dovuto svegliarlo all’alba, proprio il giorno dopo il 13 marzo, quando si è celebrata la Giornata mondiale del sonno, occasione in cui è stato ricordato quanto il riposo sia fondamentale per lo sviluppo e il benessere dei più piccoli.

È la scelta che oggi mi trovo a fare per non rischiare di compromettere un percorso professionale costruito con anni di studio, lavoro e sacrifici.

Questa storia non riguarda soltanto me. Riguarda il modo in cui il nostro sistema ci chiede di conciliare lavoro, formazione e genitorialità».

Riguarda il modo in cui il nostro sistema ci chiede di conciliare lavoro, formazione e genitorialità».

Fonte foto: Facebook

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