Mentre il dibattito sulle nuove Indicazioni nazionali continua ad animare il confronto tra docenti e mondo della scuola, torna al centro dell’attenzione il tema dell’adozione alternativa ai libri di testo. Una pratica già presente in diversi istituti italiani e che, secondo alcuni insegnanti, potrebbe rappresentare uno strumento per promuovere percorsi di apprendimento più flessibili e partecipati. Tra le esperienze più consolidate c’è quella di una scuola di Bologna, dove questa modalità viene sperimentata da oltre dieci anni.
Tra i docenti che hanno scelto di rinunciare ai libri di testo c’è un maestro di italiano in una classe seconda primaria. Il suo percorso si basa sulla costruzione collettiva dei contenuti a partire dalle esperienze degli alunni.
“I miei alunni hanno imparato a leggere con le frasi inventate da loro“, racconta a Repubblica. Ogni settimana la classe lavorava su una lettera dell’alfabeto, raccogliendo parole suggerite dai bambini e trasformandole in brevi frasi. “Con la lettera O abbiamo scritto: ‘Oggi osserva oche ordinate’; con la E, durante Halloween, ‘Ectoplasma esplode’. Le ricordavano facilmente e hanno imparato a riconoscere le lettere e a leggere”. Oggi quelle stesse produzioni vengono utilizzate per riflettere sulle regole grammaticali e sulle strutture della lingua.
L’approccio adottato non riguarda soltanto l’italiano. Anche nelle discipline orali il percorso prende avvio dall’osservazione diretta e dalla ricerca condivisa. Un esempio è il lavoro svolto sul ciclo delle stagioni attraverso l’osservazione di un pero presente nel giardino della scuola.
“Abbiamo seguito durante tutto l’anno i cambiamenti dell’albero: le foglie che cadono, i rami spogli, le gemme, i fiori e poi i frutti”, spiega il docente. Successivamente, l’esperienza viene approfondita attraverso la consultazione di libri e materiali reperiti in biblioteca. Ogni alunno legge un testo diverso e le informazioni raccolte confluiscono in cartelloni e attività di sintesi. L’obiettivo, secondo il docente, è favorire la costruzione dei concetti a partire dal lavoro svolto in classe.
L’adozione alternativa è tornata al centro della discussione anche in relazione alle nuove Indicazioni nazionali promosse dal ministro Giuseppe Valditara. Secondo alcuni insegnanti, il modello potrebbe rappresentare una risposta a un’impostazione ritenuta troppo prescrittiva.