BreakingNews.
Ascolta le ultime notizie
00:00
00:00

Alunno tenta di aggredire il prof in diretta social, la madre: “Mio figlio gentile ed educato, sarà stato ricattato da qualcuno”

La madre del ragazzo di undici anni che venerdì scorso, 29 maggio, ha tentato di aggredire il proprio professore in una scuola media del trapanese ha rotto il silenzio. La donna, ai microfoni de La Repubblica, ha dato la sua versione dei fatti.

Ecco cosa ha detto, in lacrime: “Venerdì mattina, poco prima di andare a scuola, mio figlio mi ha chiesto di prestargli il telefonino. Mi ha detto: ‘Dobbiamo fare un lavoro in classe’. E quando gli ho dato il telefonino ha sussurrato: ‘Ti amo, sei la mamma migliore del mondo’. Io sono convinta che mio figlio era ricattato da qualcuno in quel gioco terribile in cui era finito. Magari, per salvarsi lui, avrebbe dovuto uccidere qualcuno”.

“Mio figlio mi racconta sempre tutto. Mi ha parlato di alcuni compagni che fanno i bulli a scuola, mi ha pure detto di avere aiutato un compagno che ha una forma di autismo. Ma non mi ha mai parlato di ciò che avveniva in quelle chat. Però, io ritengo di essere stata sempre una mamma attenta: quattro anni fa, quando ho dato il telefonino a mio figlio, ho voluto installargli la App che controlla ogni cosa e tutela i minori da siti pericolosi. Una precauzione che ho voluto io, perché ho sempre avuto paura dei social. E, adesso, sono vittima della mia stessa paura”, ha raccontato.

Secondo la donna non c’è stato nessun segno che avrebbe potuto far pensare al ragazzo come autore di fatti di violenza: “Lui ha continuato ad avere un ottimo rendimento scolastico. Ed era sempre un ragazzino gentile ed educato con tutti. A casa, poi, mai una parola fuori posto o un gesto di insofferenza. E anzi era lui a confortarmi con tante belle parole quando mi vedeva giù”.

“Sono convinta che mio figlio sia riuscito ad aggirare i controlli dell’App. Ma io che colpa ne ho? Cosa avrei dovuto fare? La verità è che oggi i genitori sono disarmati di fronte ai pericoli che si annidano sui social e sul web. Lo dirò al giudice quando mi convocherà. Adesso, però, voglio che lo sappiano tutti che non sono una cattiva madre. Mi dà fastidio che in paese la gente mormori, la gente spesso giudica senza sapere”, questa la sua difesa.

“Lo urlerò finché avrò voce. Voglio che mio figlio torni in questa casa, nella sua stanzetta che amava tanto. Io voglio che qualcuno aiuti anche me a superare questo momento difficilissimo. Mi sembra di vivere un incubo, anche noi genitori siamo vittime di quelle persone spregiudicate che si nascondono dietro una chat”, ha concluso.

Il ruolo dei social

Come riporta Ansa, la ‘rete’ sembra aver avuto un ruolo decisivo in tutta la vicenda. Per vederci chiaro la Procura per i minori di Palermo ha aperto un fascicolo, ancora a carico di ignoti, per istigazione. Sul suo profilo TikTok lo studente, nei giorni prima dell’aggressione, aveva fatto intendere la volontà di compiere un gesto clamoroso.

Poche ore prima del fatto aveva scritto in inglese “non incolpatemi per quello che farò” e nei giorni precedenti aveva postato parole ancora più inquietanti: “la mia più grande paura è non riuscire a farne nemmeno uno”.

Dalla lettura di alcuni commenti emerge che diversi suoi follower sapevano cosa avesse in mente. Alcuni gli chiedevano come avrebbe realizzato il video dell’impresa’ e il ragazzino descrive esattamente quanto accaduto e cioè che avrebbe usato il cellulare attaccato a un caschetto. Il filmato sarebbe stato trasmesso in una diretta Telegram.

Il collegamento con un’altra aggressione

Le analisi sui dispositivi, che verranno effettuate nelle prossime settimane, stabiliranno inoltre se il ragazzino frequentasse le stesse chat di un altro studente delle medie, di un anno più grande, che a fine marzo a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, ha colpito con quattro coltellate la sua professoressa di francese.

A ipotizzarlo è stato oggi il Messaggero, dopo quanto scritto nella newsletter di Selvaggia Lucarelli venerdì, che ha pubblicato la versione fornita da una ragazza straniera, comparsa nell’inchiesta sull’episodio di marzo, che sostiene di aver ‘incrociato’ negli stessi ambienti digitali frequentati dal tredicenne anche il dodicenne di San Vito Lo Capo. Anche il tredicenne bergamasco, in effetti, aveva compiuto l’aggressione facendo una diretta Telegram e aveva postato una delirante spiegazione delle sue ragioni sui suoi canali, che poi sono stati chiusi. Le tante similitudini hanno spinto i magistrati a indagare anche su eventuali collegamenti tra i due gesti. E i Carabinieri stanno verificando “possibili convergenze”.

Sequestrati i dispositivi dello studente

Intanto ieri lo studente è stato sentito per ore, in modalità protetta, dalla procuratrice per i minorenni di Palermo: non avrebbe mostrato alcun pentimento. I Carabinieri hanno sequestrato tutti i dispositivi elettronici del ragazzino.

Smentita, invece, la tesi che dietro l’aggressione ci fosse una challenge. Il giovane non è imputabile, ma i magistrati per i minorenni stanno valutando se affidarlo a una struttura specializzata.

La ricostruzione dei fatti

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni e avrebbe cercato di aggredire il docente davanti ai compagni di classe”, scrive l’agenzia. “L’undicenne avrebbe indossato un casco integrale nel tentativo di non farsi riconoscere, poi avrebbe ripreso la scena con il cellulare e trasmesso una diretta video all’interno di un gruppo Telegram. Dalle indagini emergono dettagli ritenuti particolarmente inquietanti dagli investigatori.

“Sul caso indagano i carabinieri della stazione di San Vito Lo Capo e della compagnia di Alcamo“, si legge su Ansa. “Gli accertamenti sono coordinati dalla Procura per i minorenni di Palermo, che sta ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti e verificando anche l’eventuale premeditazione del gesto. L’episodio”, conclude l’Ansa, “ha provocato forte choc nella comunità scolastica e nel territorio di San Vito Lo Capo“.

“Ha ottimi voti, secondo me non si è trattato di un attrito che aveva con il docente. Secondo me è stato plagiato dai social”, queste le parole del dirigente della scuola, pronunciate a Morning News, su Canale5.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate