Qualche giorno fa abbiamo parlato della morte solitaria di una docente di 60 anni, che a quanto pare avrebbe perso la vita dopo essere stata travolta dal proprio armadio nella stanza da letto della sua casa, in Trentino. Sabato 2 agosto è stata effettuata l’autopsia sul corpo della povera insegnante.
Emergono purtroppo nuovi dettagli sul caso. La donna, che abitava in una casa in affitto di 25 metri quadri, era morta da una settimana al momento del ritrovamento. Nel frattempo, come scrive Il Quotidiano, è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo, ha provveduto a indagare le due proprietarie del piccolo appartamento ora sotto sequestro, due trentine di 56 e 57 anni, con già altri immobili in locazione.
Un atto dovuto l’iscrizione sul registro degli indagati delle due comproprietarie di casa: così da permettere loro di partecipare con propri consulenti a tutti gli accertamenti irripetibili disposti. Ci vorranno almeno sessanta giorni per conoscere le cause della morte della donna, per sapere se sia stato davvero un trauma, e in particolare quale, ad uccidere l’insegnante di Tivoli a cui è franato addosso l’armadio contenitore mentre si trovava con libri e pc sul letto.
La docente insegnava italiano e storia ai corsi serali di un istituto tecnico di Trento: si era trasferita in Trentino due anni fa. Una collega molto riservata, “molto attenta a preservare la sua privacy”, ricorda il responsabile dei corsi serali della scuola in cui lavorava.
I colleghi di lavoro sapevano poco di lei e della sua vita e la docente non era entrata in confidenza neppure con i vicini di casa, forse anche a causa degli orari di lavoro che la impegnavano tutte le sere. Lascia una sorella e l’anziano padre.