Un professore di Storia e Filosofia è morto oggi in una delle aule del liceo in provincia di Frosinone dove insegnava. Tutto è avvenuto in classe, in cui l’uomo ha avuto un malore.
La ricostruzione dei fatti
L’insegnante, come riporta Ansa, si trovava ‘a disposizione’ come da orario, ma gli alunni non c’erano in quanto si trovavano in Trentino per uno stage. Il docente ha avuto appena il tempo di chiedere aiuto ai colleghi che erano intorno a lui e con i quali stava chiacchierando e si è subito accasciato a terra: gli altri professori hanno tentato di rianimarlo e chiamato il personale sanitario del 118 che in pochi minuti ha raggiunto la scuola.
È stato impiegato anche un defibrillatore ma ogni tentativo è risultato vano. Una Volante della Polizia di Stato ha avviato i rilievi, accertando che il decesso è avvenuto per cause naturali. L’uomo, come riporta Today, aveva 58 anni.
Defibrillatori obbligatori nei luoghi pubblici
Vale la pena ricordare che nel 2021 l’Italia si è dotata di una legge, tra le più avanzate in Europa, che disciplina i principali aspetti della rianimazione: dall’obbligo della presenza di defibrillatori in ambienti pubblici e di formazione. I numeri sono indicativi, purtroppo: ogni anno in Europa si registrano circa 400 mila arresti cardiaci, 60 mila casi in 365 giorni solo in Italia, in media oltre 160 al giorno.
Solo nel 58% dei casi improvvisi, chi assiste la persona colpita da arresto cardiaco interviene con le manovre salvavita, come il massaggio cardiaco e le ventilazioni, e in una percentuale ancora più esigua – solo nel 28% dei casi – con il defibrillatore. Quello che in tanti vorrebbero in tutte le scuole.