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04.02.2026

Docente non vedente escluso da gita, partirà come coordinatore didattico. I genitori avevano avviato una raccolta fondi

Redazione

Hanno fatto molto scalpore le parole di un docente di inglese 40enne non vedente del fiorentino che ha raccontato di essere stato “escluso” da una gita scolastica a Dublino perché, secondo la dirigente scolastica, non sarebbe in grado di vigilare a dovere gli alunni.

Dopo che la vicenda è rimbalzata ovunque è stata trovata una soluzione. Il docente andrà in gita in Irlanda, non come docente accompagnatore, ma come coordinatore didattico. È la proposta dal direttore dell’ufficio scolastico regionale, Luciano Tagliaferri, fatta alla dirigente scolastica del suo istituto, nella mattinata di oggi, mercoledì, 4 febbraio, in attesa di formalizzazione ufficiale. Lo riporta La Repubblica.

“Docente motivato e attento”

Ecco le parole del direttore: “Ho visto che è una persona molto motivata e attenta, conosce benissimo la classe ed è l’unico insegnante di inglese dei suoi studenti. Mi sono confrontato con la dirigente scolastica, che ha concordato sulla mia proposta di mandare anche lui in viaggio d’istruzione a Dublino come coordinatore didattico, assieme a cinque docenti incaricati della vigilanza. Alla dirigente ho comunque riconosciuto il lavoro scrupoloso che ha fatto”.

“Stamani – ha proseguito Tagliaferri, dopo i colloqui – scriverò formalmente alla dirigente proponendole questa via d’uscita. E’ una soluzione che crea anche un percorso educativo, crea un precedente che guarda all’inclusione e può avere importante riflessi sull’aspetto educativo e sulla responsabilizzazione degli studenti”. Per il docente si erano mobilitate anche le famiglie degli studenti, con un crowfunding di oltre mille e cento euro che però, in qualità di dipendente pubblico, il professore ha appreso di non poter accettare.

“Sono molto contento”

L’insegnante pare soddisfatto: “Sono molto contento e devo ringraziare Tagliafferi che ha agito con l’esperienza che gli deriva dal suo passato di dirigente scolastico e ha dimostrato grande sensibilità, e anche la preside perché ha avuto la capacità di trovare le risorse, riflettere sulla sua decisione e tornare indietro”.

“La speranza per il futuro adesso è che questa vicenda non rimanga isolata, che si apra un dibattito su che cosa comprenda il concetto di vigilanza e quali siano i suoi ambiti di applicazione. Una strada tracciata, insomma, in modo che ci sia un po’ più di fiducia nelle capacità di un docente cieco”.

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