Chi governa il Paese non ha alcuna intenzione di considerare l’insegnamento tra le professionalità particolarmente stressanti: uno degli emendamenti del governo alla manovra di bilancio del 2026 prevede infatti un taglio netto di 40 milioni annui, dal 2033, proprio al Fondo per il pensionamento anticipato dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti. Il segnale che arriva, anche per le professioni considerate da molti addetti ai lavori potenzialmente gravose e a rischio burnout, come quelle degli insegnanti, non è quindi dei migliori.
Il provvedimento dell’esecutivo guidato dalla premier Giorgia Meloni, scrive l’agenzia di stampa Ansa, “riduce di fatto la dotazione del fondo da 233 a 194 milioni annui”.
Il segnale che arriva è quindi chiaro: assottigliandosi la spesa di circa il 20%, sarà molto difficile includere nuove categorie di lavoratori tra quelle che hanno accesso alle varie forme di anticipo pensionistico: un’uscita dal lavoro ad oggi fissata, per chi vi rientra, attorno ai 63 anni di età ed in presenza di almeno 35 anni di contributi riconosciuti.
Sebbene gli insegnanti lamentino un accumulo di stress e di patologie derivanti dal lavoro, ad oggi l’unica categoria che opera nella scuola con deroga (anticipo senza particolari decurtazioni) per il pensionamento è quella dei maestri d’infanzia (al 99% donne): sulla base della normativa vigente, che ha origine nel Decreto Legislativo 67/2011, assieme agli educatori d’asilo nido sono infatti gli unici nella scuola ad essere ufficialmente considerati lavoratori che svolgono mansioni gravose e possono anticipare l’uscita dal lavoro usufruendo dell’Ape Sociale: una forma di anticipo pensionistico che prevede un indennizzo, proporzionato ai contributi versati e con decurtazione minima, fino al compimento dei 67 anni, quando verrà poi corrisposto l’assegno di quiescenza vero e proprio.
Tra le categorie di lavoratori che svolgono attività particolarmente faticose e rischiose figurano invece operai edili, infermieri e ostetriche con turni notturni, facchini, autisti di mezzi pesanti, lavoratori in galleria o miniera, addetti alle pulizie e all’assistenza di persone non autosufficienti.