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16.03.2026
Aggiornato il 17.03.2026 alle 11:13

Docenti precari a vita, chi può fare ricorso? Quanto tempo serve per la sentenza? Il legale risponde

Didacta Italia 2026, ci siamo: l’edizione di quest’anno, la tredicesima, è in programma dall’11 al 13 marzo alla Fortezza da Basso di Firenze. La manifestazione, punto di riferimento nazionale per la formazione e l’innovazione didattica è dedicata a Carlo Collodi, nel bicentenario della sua nascita.

Ai nostri microfoni è intervenuta Vincenzina Salvatore (Sidels), legale del Foro di Avellino, che ha parlato di precariato.

“Partiamo da un punto fermo e cioè dal fatto che ai ruoli del personale docente si acceda attraverso concorso per titoli e per esami. Questa è l’unica strada che consente ai docenti di poter essere immessi in ruolo. Che cosa stabilisce il decreto legislativo 297 del 1994, il Testo Unico Scuola? Stabilisce che i concorsi debbano avere cadenza triennale. La triennalità quindi è la misura che il nostro ordinamento utilizza e ha individuato per contrastare il fenomeno del precariato. Perché bisogna individuare una misura?”.

“Perché appunto la clausola cinque dell’accordo quadro allegato alla direttiva numero 70 del ’99 stabilisce che gli Stati membri debbano individuare delle misure per contrastare il precariato e stabilire quale sia la durata massima dei contratti a termine, durata oltre la quale si determina l’abuso, è una misura che noi abbiamo individuato, che è stata recepita dal nostro ordinamento e che, come dire, è stata fatta propria anche dalla giurisprudenza di merito e di legittimità, in particolar modo dalla Corte di Cassazione. Un fatto è certo: che i contratti a termine sono utilizzati non sempre per esigenze transitorie, ma spesso per colmare lacune in organico di diritto che risulta poi nei fatti sottodimensionato”.

“Questa mancata assunzione, stabilizzazione, comporta, dei risvolti negativi, sicuramente sulla continuità didattica, sicuramente sulla carriera dell’insegnante, del personale ATA che non viene stabilizzato. Quello che però lo Stato finora in Italia ha attuato è un indennizzo fino ai 24 mesi. Oltre non è andato, perché non ci risulta che vi siano sentenze sinora che abbiano prodotto un’assunzione in ruolo da sentenza.

Non è possibile essere assunti ed essere immessi nell’organico del Ministero attraverso sentenze costitutive perché c’è un principio cardine, un principio normativo che stabilisce che l’unica strada sia quella della selezione. L’unica strada perché? Perché in questo modo si garantisce parità ed equità nella selezione. È pur vero che l’indennità per i docenti che sono abusati rappresenta l’unico strumento per poter contrastare l’utilizzo improprio di una reiterazione incontrollata. E la Cassazione dal 2016 ad oggi stabilisce dei criteri, detta delle regole, per consentire ai docenti che abbiano contratti a termine che sforano la misura dei trentasei mesi di agire, di ricorrere al tribunale del lavoro e di ottenere una, un’indennità a titolo, diciamo, di ristoro per l’abuso subito”.

Ma chi può fare ricorso? “La categoria innanzitutto che può ricorrere è quella del personale docente, degli educatori, dei docenti di sostegno, dei docenti di religione cattolica. Cercare di capire se c’è questo sforamento e poi rivolgersi ad un legale che si occupi, che sia specializzato in diritto scolastico, perché il conteggio dei 36 mesi è un conteggio particolare, cioè la Cassazione detta dei principi. Ci deve essere continuità, la scuola deve essere la stessa, la materia, la cattedra deve essere la stessa.

I tempi sono in genere lunghissimi oppure, diciamo, anche accettabili? “Sono sicuramente accettabili. Si va da un anno a due anni a seconda dei tribunali e dell’organizzazione poi del tribunale locale”.

La Tecnica della Scuola presente a Didacta

La Tecnica della Scuola, attiva nel campo dell’informazione scolastica da oltre 75 anni, dopo il successo di Fiera Didacta Italia – Edizione Trentino, è stata presente alla Fiera Didacta.

La pagina della Tecnica della Scuola

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