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15.09.2026
Aggiornato alle 17:31

Stipendio di settembre più basso di agosto? Non è un errore, ma tre voci del cedolino NoiPA vanno controllate subito

Il primo stipendio dell’anno scolastico 2026/27 arriva il 23 settembre. Dopo l’emissione speciale con gli arretrati di agosto, molti docenti e ATA troveranno un netto “dimagrito”. Ecco cosa sta succedendo davvero, chi ha ragione a preoccuparsi e chi no.

Redazione – La Tecnica della Scuola   |   5 settembre 2026

Il cedolino di settembre è sempre un piccolo esame di coscienza. Si torna in classe, si riapre il registro, e a metà mese si apre anche NoiPA per capire con quanto si arriverà a ottobre. Quest’anno, però, il confronto con agosto rischia di lasciare l’amaro in bocca: dopo l’emissione speciale dell’11 agosto, quella che ha portato sul conto gli arretrati del contratto 2025-2027, il netto di settembre torna a essere uno stipendio “normale”. E normale, dopo un mese gonfiato dagli arretrati, vuol dire più basso.

Partiamo dalle date, che sono la parte più semplice. Gli importi netti di settembre sono già consultabili su NoiPA dalla fine di agosto, il cedolino completo con il dettaglio delle voci dovrebbe comparire intorno al 17-18 settembre e l’accredito è previsto per mercoledì 23. Fin qui nessuna sorpresa: è il calendario di sempre.

Perché settembre “pesa” meno di agosto

La ragione è banale, ma va detta chiaramente perché in queste ore nelle chat di istituto circola di tutto. Ad agosto il cedolino conteneva due cose insieme: l’aumento tabellare a regime del nuovo contratto e gli arretrati maturati da gennaio 2025 a luglio 2026, con cifre indicative che per i docenti arrivavano fino a 855 euro e per il personale ATA fino a 633. A settembre gli arretrati, ovviamente, non ci sono più. Resta soltanto l’aumento mensile, che nelle tabelle circolate in estate vale in media circa 137 euro lordi, fino a 143 per i docenti e 107 per gli ATA a seconda del profilo e dell’anzianità.

Tradotto: se il netto di settembre è più basso di quello di agosto, ma più alto di quello di luglio, è tutto in ordine. Il problema nasce se è più basso anche di luglio. In quel caso, prima di scrivere al DSGA, conviene guardare tre voci.

Prima voce: l’indennità di vacanza contrattuale

È il punto su cui Anief ha battuto di più. La segretaria generale Daniela Rosano già a luglio invitava a “controllare con attenzione il cedolino” per un motivo preciso: l’indennità di vacanza contrattuale è stata erogata dal 1° aprile 2025 e non doveva essere sottratta una seconda volta nel calcolo degli arretrati. Chi ad agosto ha trovato 90 o 100 euro in meno rispetto alle stime, e sono in parecchi, in molti casi ha semplicemente pagato tasse e contributi su una cifra lorda. Ma in alcuni casi l’IVC potrebbe essere stata compensata in modo non corretto, e a settembre è il momento buono per fare il confronto voce per voce con il cedolino di luglio.

Seconda voce: le addizionali (e la falsa gioia dei neoassunti)

Qui la sorpresa è al contrario. Chi ha preso servizio il 1° settembre, dopo le immissioni in ruolo di fine agosto, potrebbe vedere un netto sensibilmente più alto di quello di un collega con la stessa fascia stipendiale. Non è un premio: è semplicemente l’assenza, per ora, delle addizionali regionali e comunali riferite all’anno precedente, che sul cedolino dei neoassunti non sono ancora applicate. Le stime pubblicate in questi giorni parlano, per un docente di infanzia e primaria, di circa 1.510 euro netti per chi è già di ruolo contro oltre 1.740 per i nuovi assunti. La differenza si riassorbirà, e chi oggi festeggia farebbe bene a non abituarsi a quella cifra.

Terza voce: la fascia di anzianità

Con il nuovo contratto le tabelle stipendiali sono state riscritte. Se nel corso del 2025 o del 2026 è scattato il passaggio di gradone, il cedolino di settembre dovrebbe già riflettere sia il nuovo scaglione sia l’aumento contrattuale su quello scaglione. Un errore di inquadramento non è frequente, ma quando capita si trascina per mesi. Cinque minuti di verifica adesso valgono una ricostruzione di carriera dopo.

E i supplenti?

Sono la categoria che ha aspettato di più e che continuerà ad aspettare. Per i supplenti brevi e saltuari NoiPA ha rinviato a un messaggio successivo le modalità di calcolo degli arretrati, e in generale precari e supplenti viaggiano su emissioni dedicate, con tempi diversi da quelli del personale di ruolo. Un ritardo, insomma, non significa che il diritto sia perso. Significa che il cedolino “buono” arriverà in un’emissione a parte, e va tenuto d’occhio.

Quello che ancora manca all’appello

Due cose, per completare il quadro di questo inizio d’anno. La prima è la Carta del Docente: 383 euro, quest’anno estesi anche ai precari con contratto fino al 30 giugno, ma con la piattaforma “temporaneamente inibita” dal 31 agosto per aggiornamenti tecnici e nessuna data ufficiale di riapertura. L’anno scorso si arrivò a marzo. La seconda è il 1° gennaio 2027, quando scatterà la revisione della Retribuzione professionale docenti, del Compenso individuale accessorio per gli ATA e dell’indennità di direzione dei DSGA, oltre a una una tantum di 110 euro lordi per il personale ATA. Il contratto, in altre parole, non ha ancora finito di produrre effetti in busta paga.

Settembre, il mese in cui i conti si fanno davvero

C’è un motivo se le ricerche su “cedolino NoiPA” impennano proprio in questi giorni. Settembre è il mese dei libri di testo, dell’ISEE da rifare, dell’assicurazione dell’auto, dell’affitto dei fuori sede e, per chi ha cambiato provincia con la mobilità o la nuova nomina, di un trasloco intero da assorbire con uno stipendio solo. È anche il mese in cui molti, tra docenti e ATA, riprendono in mano i finanziamenti in corso per capire se ha senso rinegoziarli ora che la busta paga è cresciuta.

Per chi è pagato da NoiPA lo strumento più usato resta la cessione del quinto: la rata non può superare un quinto dello stipendio netto, viene trattenuta direttamente dall’amministrazione, la durata arriva fino a 120 mesi e la copertura assicurativa vita e rischio impiego, obbligatoria per legge, è compresa nel finanziamento. Di norma serve il contratto a tempo indeterminato, anche con anzianità minima, mentre per le supplenze annuali al 30 giugno o al 31 agosto la valutazione è caso per caso. Chi vuole capire come funziona concretamente per il personale della scuola, con l’esempio rappresentativo di TAN e TAEG e i documenti di trasparenza, trova una scheda dedicata alla cessione del quinto per insegnanti e dipendenti con busta paga NoiPA sul sito di Gruppo Santamaria S.p.A., agente in attività finanziaria iscritto all’OAM (n. A107). Vale la regola di sempre: si confrontano le condizioni, si legge il TAEG e non il solo TAN, e si firma solo quando la rata sta comoda dentro il netto di settembre. Non dentro quello di agosto.

Contenuto realizzato in collaborazione con Gruppo Santamaria S.p.A. Le informazioni sulla cessione del quinto hanno finalità promozionale; per le condizioni contrattuali ed economiche fanno fede i documenti di trasparenza disponibili sul sito del proponente.

I CONTENUTI DELL’ARTICOLO SOPRA RIPORTATI SONO DI CARATTERE PUBBLICITARIO

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