Home I lettori ci scrivono Docenza di Geografia: cambiano le Ministre ma non i vizi!

Docenza di Geografia: cambiano le Ministre ma non i vizi!

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A giudicare dalla nota n. 811 del 30 marzo 2017 che il Miur ha pubblicato sulla rete Intranet, con la quale comunica l’apertura delle funzioni sul sistema SIDI per l’acquisizione dei dati relativi all’organico di diritto 2017/18 – Scuole secondarie di II grado, sembrerebbe che anche nel prossimo anno permarranno le classi atipiche.

Quanto previsto dalla legge 133 del 2008, e cioè il riordino delle classi di concorso e il superamento di questa autentica, perdurante e iniqua anomalia del sistema scolastico italiano non è stato ancora attuato, neanche questa volta, nella miglior tartufesca tradizione italica che vede, dopo roboanti proclami, rimanere le situazioni immutate se non peggiorate.

Tutto ciò accade nonostante l’emanazione, da più di un anno (14 febbraio 2016), del DPR 19/16, provvedimento di rango regolamentare richiesto per la riforma delle classi di concorso, che viene incredibilmente ignorato; e, quel che è peggio, si proroga sine die lo status quo al di fuori di ogni copertura normativa.

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E’ veramente avvilente per tutti i docenti di Geografia, abilitati nella classe A021, ed in particolare quelli vincitori del recente concorso, vedere scemare le loro cattedre e non vedersi collocati in ruolo perché occorre sistemare all’interno dello stesso Istituto i docenti di Biologia (classe A050).

Contrariamente ai docenti della altre classi di concorso (vedasi ad es. A021) perdenti posto, costretti a integrare in altri Istituti, i docenti di Biologia (evidentemente con Santi molto potenti in Paradiso!) infatti restano al loro posto rubando le ore ai colleghi di Geografia, materia in cui non sono abilitati, e che spesso non insegnano, neanche nelle ore loro assegnate!

Tutto ciò non è degno di un Paese civile e democratico! C’è infatti chi è più uguale di altri ! Vengono meno la legittimità e il principio di legittimo affidamento (?!?). E’ inconcepibile che si creino gli organici de facto in questo modo, cioè con le classi atipiche, senza che ciò sia in effetti previsto da alcuna norma. La P.A. non è un datore di lavoro privato ma è sottoposta al principio di legalità amministrativa.

Non serve, infatti, sottolineare ai recidivi funzionari ministeriali e alle spesso distratte Ministre che il regime di atipicità non è conforme ai principi di buon andamento e imparzialità dell’ Amministrazione in quanto avviene:

 

a) in violazione dell’art. 33 comma 5 Costituzione, che prescrive un Esame di Stato per l’esercizio all’abilitazione professionale;

b) in violazione del D.Lgs. 206/2007, che prescrive l’abilitazione professionale per l’esercizio di professioni regolamentate;

c) in violazione dell’art. 97 comma 2 Costituzione e del D.Lgs. 165/2001, che prescrivono l’obbligo della conformità alla Legge degli atti e delle operazioni di determinazione degli organici, secondo gli ordinamenti di ciascuna P.A.

 

A fortiori appare, pertanto, illegittimo qualunque provvedimento inteso a protrarre il regime di atipicità di attribuzione degli insegnamenti di “Geografia”. Non è un caso che SOS Geografia sia ricorsa al Tar e sia in attesa della sentenza visto che la “Politica”, in questi anni, nonostante le numerose segnalazioni, gli articoli stampa, le petizioni e le interrogazioni parlamentari se ne è brillantemente fregata!

Meno male che tutti in questo disgraziato Paese parlano di merito! Tutto ciò nella docenza di Geografia evidentemente non serve! Senza contare che una tale pratica è estremamente dannosa e diseducativa per i soggetti più importanti della scuola: gli studenti.

 

Per il Coordinamento Nazionale SOS Geografia 

www.sosgeografia.it

[email protected]