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Donne in caserma

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L’approvazione definitiva da parte della Camera del disegno di legge che delega al Governo l’istituzione del servizio militare femminile apre nuove prospettive, ma richiede anche la nascita di una differente cultura tra forze armate e società civile. Per questo, è importante verificare quali sono le tendenze e sapere come vedono i giovani l’apparato militare.
L’istituto di ricerca Iard, che da anni conduce inchieste sulla condizione giovanile, si è occupato a più riprese del problema della fiducia dei giovani nelle istituzioni, compreso l’esercito, particolarmente analizzato nel rapporto “I giovani e le forze armate”. Dal confronto delle varie indagini emerge un quadro vario ed articolato. Innanzitutto, dopo un periodo di scarso ottimismo, negli anni Novanta ritorna ad aumentare il grado di fiducia delle nuove generazioni nelle forze armate, non più considerate però come esempio di guerra e di pace bensì come “strumento strategico di polizia internazionale e servizio dei cittadini”. I giovani che hanno fatto il militare sono maggiormente fiduciosi di quelli che hanno prestato il servizio civile mentre dal punto di vista politico sono i ragazzi di destra a sostenere maggiormente l’esercito. L’atteggiamento più “lealista” è tra i giovani del Sud, tra coloro che non studiano e non lavorano e tra chi proviene da famiglie di basso livello culturale. Al Centro-Nord prevale invece la considerazione, soprattutto tra chi ha un impiego ed appartiene ad un nucleo familiare con un alto grado di cultura, che la naia sia noiosa ed una “perdita di tempo”.

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