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Dote Scuola 2022/2023, Regione Lombardia stanzia 43 milioni di euro per buono scuola, sostegno ai disabili, materiale didattico e merito

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La Giunta di Regione Lombardia, nella seduta del 23 maggio, ha approvato gli stanziamenti della Dote Scuola per l’anno scolastico 2022-23, su proposta dell’assessore all’Istruzione, Università, Ricerca, Innovazione e Semplificazione.

I fondi stanziati saranno ripartiti tra le 4 componenti di cui si compone Dote Scuola: Buono scuola, a sostegno della retta di iscrizione e frequenza di scuole primarie e secondarie paritarie e statali; Sostegno disabili, a parziale copertura dei costi del personale insegnante impegnato in attività didattica di sostegno; Materiale didattico, per l’acquisto di libri di testo, dotazioni tecnologiche e strumenti per la didattica; Merito, per premiare gli studenti che conseguono risultati eccellenti.

Buono scuola

Il Buono Scuola è il contributo per il pagamento della retta di una scuola paritaria o pubblica. È parametrato alla fascia ISEE e all’ordine e grado di scuola e può quindi variare da un minimo di 300 fino a un massimo di 2 mila euro per studente.

Lo stanziamento previsto per il Buono Scuola ammonta in tutto a 24 milioni di euro.

Sostegno disabili

Il ‘Sostegno disabili’ è il contributo a parziale copertura del costo del personale insegnante impegnato in attività didattica di sostegno a favore di studenti disabili che frequentano le scuole paritarie.

Il contributo per ogni alunno inserito varia in base all’ordine di scuola.

Si prevedono 900 euro per ogni bambino disabile inserito alla scuola dell’infanzia. Fino a 1.400 euro alla scuola primaria. E fino a euro 3 mila euro per ogni alunno disabile inserito alla scuola secondaria di primo e secondo grado.

Lo stanziamento previsto per la Componente Sostegno Disabili è in tutto di 8 milioni di euro di risorse regionali.

Materiale didattico

Il contributo regionale Materiale Didattico può essere utilizzato per acquistare libri di testo, dotazioni tecnologiche e strumenti per la didattica.

È destinato a studenti residenti in Lombardia, iscritti e frequentanti corsi in scuole secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie. Oppure istituzioni formative accreditate con sede in Lombardia o anche nelle Regioni confinanti (purché lo studente rientri ogni giorno alla propria residenza).

Il contributo varia da 200 a 500 euro.

La componente si integra con la misura dello Stato di cui alla legge n. 107/2005 e al D.Lgs n. 63/2017, Fondo unico per il welfare dello studente e per il diritto allo studio. Esso prevede infatti borse di studio a favore di studenti iscritti alle scuole secondarie di secondo grado con reddito basso, al fine di contrastare la dispersione scolastica.

Il Ministero dell’Istruzione ha confermato che gli aventi diritto sono le famiglie con ISEE inferiore a euro 15.748,78. Non ha però ancora determinato il relativo fabbisogno e stanziamento finanziario.

Merito

La Dote Merito premia gli studenti residenti in Lombardia, di età fino ai 21 anni, che nell’anno scolastico 2021/2022 hanno conseguito risultati di eccellenza negli ultimi anni del Sistema di istruzione. Ed anche gli studenti che abbiano ottenuto la votazione massima all’esame di Stato. Oppure al termine del percorso di Istruzione e Formazione professionale.

È un contributo in buoni acquisto di libri, dotazioni tecnologiche e strumenti per la didattica. Oppure a copertura dei costi di iscrizione e frequenza di Istituti di Formazione Tecnica Superiore (Ifts), Istituti Tecnici Superiori (Its). Ma anche Università e altre istituzioni di formazione accademica.

Per il 2022-23, lo stanziamento previsto è di 2 milioni di euro. Il contributo per gli studenti varia invece da 500 a 1.500 euro.

Invio delle domande

Per tutte le componenti, le modalità di presentazione delle domande e di assegnazione dei contributi sono definite con Avvisi pubblici. Questi verranno quindi via via pubblicati sulla piattaforma Bandi on line di Regione Lombardia, accessibile tramite SPID/CNS/CIE.

Confermate anche tutte le semplificazioni introdotte nel tempo, con la presentazione delle domande in autocertificazione e l’interoperabilità con l’INPS e con l’Anagrafe Nazionale degli Studenti, per verificare “alla fonte” i dati relativi al reddito e alla frequenza scolastica.

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