Un attacco ad un docente precario sta facendo il giro del web. Nella puntata di giovedì 8 ottobre di Dritto e Rovescio, programma di Retequattro, ha partecipato un giovane docente precario di 34 anni.
“Ho studiato, sono un insegnante, con fatica per trovare lavoro e poter sopravvivere”, ha detto. Il giornalista Maurizio Belpietro lo ha subito incalzato: “Non è la prima volta che la vedo, lei partecipa spesso a queste trasmissioni a protestare. Si cerchi un lavoro. A 34 anni si deve rimboccare le maniche e andare a lavorare, non sognare la rivoluzione nei collettivi”.
“Non ho nulla da dimostrare a gente come lei, che continua a raccontare un Paese che non esiste. Vedrà che lavorerà e si permetterà una casa”.
Inutile dire che moltissime sono state le reazioni a queste parole. “In questo paese in cui già c’è penuria di docenti, quand’anche precari, figuriamoci di ruolo; in cui, per insegnare, devi prende due lauree, un master, diversi titoli di informatica e di lingua, metterti in graduatoria, conseguire ulteriori crediti formativi negli ambiti più disparati e disperati, con le classi che restano vuote, se non sono crollate per il peso dell’incuria; in cui non basta già essere l’ultima ruota di un carro su cui si investe sempre meno; in cui il ruolo perde rispetto e prestigio; in cui comunque puoi restare mesi per attendere una cattedra e poi farne altrettanti a vivere con la Naspi; puoi anche venire umiliato in diretta televisiva, con tanto di applauso del pubblico, se denunci l’impossibilità di arrivare a fine mese. Stiamo parlando di un lavoratore precario che meriterebbe ascolto e rispetto”, queste le parole del docente Francesco Amoruso.
“Ministro Valditara, ha qualcosa da dire?
Un insegnante precario viene invitato da Maurizio Belpietro, in prima serata, ad andare a lavorare.
Ministro, le sembra normale che chi ogni giorno entra nelle nostre scuole, dopo aver superato concorsi, conseguito abilitazioni e affrontato anni di precarietà, debba sentirsi rivolgere parole del genere davanti a un pubblico televisivo?
Lei parla spesso di rispetto e autorevolezza degli insegnanti. Ma il rispetto non può valere soltanto quando fa comodo.
La dignità di un docente non dipende dal fatto che abbia un contratto a tempo determinato o indeterminato.
Dietro ogni insegnante precario ci sono anni di lavoro, sacrifici, responsabilità e un servizio pubblico garantito quotidianamente.
Ministro, intende prendere pubblicamente posizione su quanto accaduto?”, queste le parole del docente precario Luigi Sofia.