Home Attualità DSA: un nuovo traguardo per giovani e adulti

DSA: un nuovo traguardo per giovani e adulti

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La Camera dei deputati ha appena approvato in via definitiva un articolo, nell’ambito del disegno di legge di conversione del decreto Sostegni-Ter, che dopo anni di attesa consente il rispetto dei diritti fondamentali ai lavoratori con DSA, adulti, giovani e meno giovani con dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. Per la prima volta in Italia i lavoratori con DSA, circa un milione e duecentomila persone, vedranno riconosciuti importanti e fondamentali diritti. Le misure compensative e dispensative dovranno essere applicate in tutte le occasioni di valutazione per l’accesso o il completamento di percorsi formativi finalizzati all’esercizio di attività e professioni, nonché in ambito sociale.

Il risultato è stato ottenuto grazie a un emendamento presentato da Anna Rossomando, vicepresidente del Senato, all’interno del decreto Sostegni Ter e approvato in queste ultime ore in via definitiva dall’aula di Montecitorio. 

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L’articolo

Così si legge nell’articolo: «2-bis. Alle persone con disturbi specifici di apprendimento, di cui alla legge 8 ottobre 2010, n. 170, sono assicurate uguali opportunità di sviluppo delle proprie capacità e uguale accesso al mondo del lavoro, evitando ogni forma di discriminazione. (….) L’inserimento lavorativo delle persone con Disturbi Specifici di Apprendimento, in ambito privato, a partire dalle attività di selezione, è garantito senza alcuna forma di discriminazione e assicura condizioni di pari opportunità mediante modalità di esecuzione di prove e di colloqui che permettano di valorizzare le loro competenze, con la garanzia di utilizzo di strumenti e misure di supporto adeguati al profilo funzionale e alle necessità individuali. 2-quater. Al fine di favorire l’inclusione professionale di persone con DSA, che liberamente vogliono essere riconosciute come tali, presentando la relativa certificazione, le imprese prevedono che il responsabile dell’inserimento lavorativo aziendale, adeguatamente formato in materia di persone con Disturbi Specifici di Apprendimento, crei l’ambiente più adatto per l’inserimento e la realizzazione professionale delle medesime prevedendo l’applicazione di misure analoghe, o comunque che assicurino una tutela non inferiore a quelle previste per la selezione per l’accesso nel pubblico impiego.

Il presidente di AID – Associazione Italiana Dislessia, Andrea Novelli, ha dichiarato alla stampa che si tratta di un importante passo avanti, a 12 anni dall’approvazione della Legge 170, che potrà garantire mezzi adeguati e pari opportunità alle persone con dislessia permette loro di esprimere al meglio la propria professionalità e di realizzarsi a livello personale, diventando al contempo una risorsa preziosa per le imprese e per la società intera.

Misure compensative e diagnosi

Gli aspiranti ad un lavoro, con adeguata certificazione che liberamente sceglieranno di dichiarare il proprio disturbo di potranno chiedere nei colloqui di selezione del personale l’uso di computer con sintesi vocale, calcolatrice, schemi e formulari, oltre al tempo in più per i test di selezione scritti. I lavoratori con DSA già assunti, che lo desiderano, potranno ricevere gli stessi strumenti e accomodamenti ragionevoli. Si tratta di misure praticamente a costo zero per le aziende, ma che porteranno enormi vantaggi. Secondo la nuova normativa, gli strumenti compensativi e le misure dispensative dovranno essere applicati in tutte le occasioni di valutazione per l’accesso o il completamento di percorsi formativi finalizzati all’esercizio di attività e professioni, come gli esami per l’accesso agli Ordini professionali, nonché in ambito sociale.  Sono oggi oltre 16 mila ragazzi che non hanno certezza di diritto all’università, per esempio, infatti come testimonia AID, dipende dalla decisione del singolo professore la possibilità o meno di usare gli strumenti compensativi negli esami. Per questo noi chiediamo che la legge 170 del 2010, destinata al mondo della scuola, venga integralmente applicata anche all’università, grazie a un provvedimento legislativo ad hoc.