Il piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici nelle zone a rischio sismico avanza con “preoccupante lentezza”.
È quanto rileva la Corte dei Conti nell’esame dei diversi stralci in cui è articolato il Piano straordinario previsto dalla legge numero 289 del 2002 che vide la luce dopo il crollo della scuola a San Giuliano di Puglia.
In particolare, la magistratura contabile, a vent’anni dalla sua previsione, evidenzia nel passaggio da una logica emergenziale ad una strutturale nella programmazione degli interventi 2 punti principali:
• l’inadeguatezza delle risorse finanziarie disponibili in relazione al fabbisogno stimato e all’urgenza degli interventi affermata dal legislatore;
• la parzialità degli interventi di messa a norma, che hanno interessato solo una porzione limitata del patrimonio edilizio scolastico.
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