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Aggiornato il 27.10.2025
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Educare nella libertà e alla libertà: la lezione di Camillo Berneri in un convegno in programma a Roma

In Italia, il 47% della popolazione non è più in grado di comprendere il senso compiuto di un breve testo minimamente problematico: un dato drammatico, che mette a nudo l’urgenza di una rinascita educativa e culturale. Se alla base dell’umanesimo c’è sempre l’educazione, allora la scuola deve tornare a essere il luogo dove si forma non solo il cittadino, ma l’essere umano libero, critico e solidale.

E’ questo il nucleo tematico del convegno “Etica Libertaria Vs Antipolitica e Diseducazione”,in programma a Roma nella mattinata del 29 ottobre. L’iniziativa è promossa da Unicobas eciazione Unicorno-l’AltrascuolA e sarà l’occasione per discutere anche del recente libro di Stefano d’Errico, segretario nazionale Unicobas, “A 3.0: critica anarchica dell’antipolitca e della diseducazione. Attualità di Camillo Berneri”.

In un’epoca segnata da incultura e diseducazione diffusa, si assiste – sostiene l’autore –  al ritorno inquietante di destre illiberali che, mentre parlano di “sicurezza”, promuovono la diffusione delle armi; mentre invocano i “diritti”, auspicano processi di Norimberga per i “diversi” e la pena di morte per chi abortisce. La degenerazione del linguaggio politico, unita all’impoverimento del pensiero critico, alimenta così un clima di odio, paura e intolleranza.

E quindi – sostiene ancora d’Errico – qualsiasi cambiamento davvero rivoluzionario oggi dovrà essere umanista – il fine non giustifica i mezzi – e scevro da tutti i conformismi (anche dell’“antipolitica”) o non sarà. Alla base dell’umanesimo, quindi di una politica non politicante, c’è sempre l’educazione: d’altronde è questo uno dei più importanti insegnamenti che – a parere di Stefano d’Errico – arriva da Camillo Berneri anarchico italiano morto nel 1937 a soli 40 anni.

In questi tempi difficili – sostiene sempre d’Errico – può forse aiutarci a ritrovare una bussola etica l’originalità di Camillo Berneri, pensatore libertario, interlocutore stimato di Carlo Rosselli, Antonio Gramsci e Piero Gobetti, ma oggi quasi dimenticato. Berneri, che rifiutava ogni totalitarismo, ci offre ancora una lezione preziosa: si può superare la separazione machiavelliana fra etica e politica, restituendo alla politica una guida etica e umanista.

Solo un’educazione ispirata a una vera etica libertaria – fondata sulla responsabilità individuale, sul rispetto dell’altro e sulla ricerca del bene comune – può sottrarci alla barbarie dell’antipolitica e dell’indifferenza. Non è un compito facile, ma è il solo che possa restituire senso alla parola “civiltà”.

Nel corso del convegno l’autore discuterà con diversi studiosi ed esperti: Alvaro Belardinelli (direttore della rivista “Unicobas”, docente di filosofia al liceo Mamiani di Roma, Roberto Maragliano, pedagogista e già docente UniRm3,
Francesco Codello, esperto di educazione libertaria,  Donatella Di Cesare (Filosofa, docente a La Sapienza di Roma, Stefano Lonzar, vicepresidente Associazione Unicorno l’AltrascuolA, Enzo Di Brango, saggista, Pietro Adamo presso l’Università di Torino, Andrea Billau, giornalista di Radio Radicale.
Il dibattito conclusivo sarà condotto dal nostro vicedirettore Reginaldo Palermo.

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