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23.07.2025

Educazione affettiva a scuola: un “corto” di una scuola di Napoli vince il primo premio a un importante concorso cinematografico

Si apre con la classica campanella che invita gli alunni a una nuova giornata di scuola e continua con la storia di un ragazzo, innamorato di una sua compagna, che sta per cedere a una cattiva consigliera, la gelosia, perché crede che la ragazza sia innamorata di un altro. Ma per fortuna ci penseranno i suoi compagni, la professoressa di italiano e – soprattutto – Petrarca a salvarlo, facendogli scegliere i giusti comportamenti da adottare.

È, in strettissima sintesi, la trama di un corto della durata di 8 minuti realizzato da una classe dell’IIS Vittorio Emanuele II di Napoli che ha vinto il primo premio all’edizione 2025 del Premio Internazionale Cinematografico Corto Flegreo, conclusosi il 15 luglio scorso al castello di Baia a Bacoli.

Tra i sei finalisti della sezione scuola si è imposto, dunque, “Heartquake”: il titolo, “Terremoto”, che in un gioco di allusioni fa pensare ai ripetuti eventi sismici verificatisi nella zona dei Campi Flegrei, si riferisce in realtà a un’altra scossa tellurica, quella che scoppia all’improvviso nel cuore di un adolescente che scopre l’amore. Scossa che, purtroppo, può generare insicurezza, tormenti e rabbia se la gelosia prende il sopravvento, se si ha difficoltà ad accettare che quell’amore potrebbe non essere ricambiato.

Ha vinto, dunque, il tema dell’educazione affettiva, di cui oggi si parla molto e che può essere sviluppato non soltanto attraverso progetti specifici ma anche, più semplicemente, con l’aiuto di scrittori, poeti e artisti che, pur così lontani temporalmente, hanno ancora e avranno sempre qualcosa da dire in materia di amore e di relazioni sane tra ragazzi.

Purtroppo, però, c’è ancora molto da fare, ci sono ancora tanti cliché da sradicare dalla mente di ragazzi e ragazze che non riescono a comprendere la tossicità di una relazione: da un recente studio della Fondazione Libellula – riportato dal magazine “Elle” – emerge che un adolescente su cinque non riconosce la violenza in una relazione sentimentale. Comune denominatore, la mancanza della cultura del consenso, che da molti non viene considerato condizione necessaria per escludere la violenza di genere. Per il 20-25% dei ragazzi intervistati toccare, baciare o rivelare dettagli intimi senza il permesso dell’altra persona non è violenza. E 1 adolescente su 4 ritiene normale raccontare ad altri dettagli intimi all’insaputa della partner o del partner.

Inoltre, un ragazzo su tre non ritiene che forme di controllo e limitazioni della libertà altrui rappresentino forme di abuso: ad esempio, impedire di stringere nuove amicizie o chiedere di geolocalizzarsi. Forme di controllo che vengono presentate come semplici attenzioni da parte di fidanzati innamorati, ma che in realtà sono dei veri e propri segnali d’allarme.

Solo attraverso l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole – concludono gli autori dello studio –  sarà possibile scalzare pregiudizi e falsi miti, e contribuire alla crescita di individui equilibrati, rispettosi e realmente amorevoli, che conoscono il valore insostituibile del consenso.

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