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Educazione all’affettività: non si placa la polemica. M5S: incostituzionale

Pasquale Almirante

L’opposizione di sinistra non ci sta sulla legge relativa al consenso informato voluto dalla maggioranza per introdurre l’ora di educazione sessuale a scuola. 

Apre il dibattito Alleanza Verdi e Sinistra, con il deputato Nicola Fratoianni: “Il provvedimento della destra è orribile, demolisce il ruolo positivo della scuola per far crescere la cultura del rispetto. Come la metterete quando le famiglie, per motivi religiosi o di pregiudizi verso le donne, negheranno il consenso in ambito scolastico, come la metterete? La verità è che siete oscurantisti altro che maestri di civiltà, siete fondamentalisti”.

E poi continua: “La scuola è esattamente il luogo in cui tutte le  differenze culturali si compongono e si superano in un meccanismo cooperativo, in un luogo appunto formativo.
Ecco questo provvedimento è disastroso, oltre che ipocrita, perché demolisce esattamente questo fondamento.
Demolisce la funzione della scuola e quando demolisci questo aspetto decisivo che fa della scuola appunto qualcosa di straordinariamente unico tu hai fatto un danno colossale.
Fatemi capire, colleghi e colleghe della destra, quando domani un bambino o una bambina che nasce e cresce una famiglia la cui religione, la cui cultura magari male interpretata, insegna che una donna è un oggetto della
disponibilità dell’uomo, con il consenso informato come la metterete?
La verità è che siete ipocriti, non vedete che l’oscurantismo, ovunque si produca, qualunque sia la maggioranza che lo traduce in legge produce regressione, barbarie, fondamentalismo”.

A cui si aggiunge l’onorevole Anna Laura Orrico del Movimento 5 Stelle, per la quale il ddl sul consenso informato è incostituzionale: “Il ddl Valditara interviene su uno dei temi simbolo della propaganda sessista e patriarcale di questa maggioranza. L’introduzione del consenso informato obbligatorio rappresenta il culmine di una visione oscurantista, che nega i principi fondamentali della nostra Costituzione. 

“Si calpesta il principio di uguaglianza tra gli studenti, creando disparità nell’accesso all’educazione affettiva e sessuale in base alla famiglia di provenienza. Si viola l’obbligo scolastico, compromettendo il diritto all’istruzione. 

“Viene negato il principio di autonomia scolastica e mortificata la libertà di insegnamento. Si colpisce anche il diritto all’informazione e alla salute, dal momento che l’educazione sessuale è riconosciuta come uno strumento di salute pubblica e di prevenzione. 

Questo ddl distrugge la missione educativa della scuola: non sono le famiglie a poter decidere arbitrariamente cosa debba o non debba essere insegnato, e non possono trasformare la scuola in un campo di battaglia ideologica. La vera natura di questo ddl è impedire che a scuola si possa parlare di sessualità, di relazioni, di rispetto, di persone. 

“Il pericolo più grande non è solo questa legge, ma l’idea di società che la ispira: una società che classifica, controlla, reprime. Ancora una volta, la scuola viene usata come terreno di propaganda per dividere e alimentare il conflitto, invece che come luogo di libertà e crescita. Questo ddl è un atto apertamente anticostituzionale e un attacco frontale alla scuola pubblica e democratica”.

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