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21.08.2026

Educazione sessuo-affettiva per contrastare i femminicidi, parla Alessandra Kustermann

È drammatica la recrudescenza dei casi di violenza di genere e femminicidi registrati in Italia durante l’estate e che a ridosso di Ferragosto conta ben 6 omicidi-femminicidi. Dal primo gennaio all’8 agosto 2026 il monitoraggio dell’Osservatorio Nazionale Non una di meno ha registrato 40 femminicidi, cui vanno aggiunti i sei dei giorni ferragostani.

Come prevenire i femminicidi?

Nel corso del TG3 delle 19.00 di ieri 20 agosto è stata intervistata Alessandra Kustermann, nota ginecologa italiana, ex primaria della Clinica Mangiagalli di Milano e fondatrice – 30 anni fa – del primo centro pubblico in Italia per l’assistenza alle vittime di violenza sessuale e domestica (SVSeD) presso il Policlinico di Milano e poi del centro antiviolenza SVS Donna Aiuta Donna (SVS DAD) di Milano.

Nel suo lavoro la dottoressa Kustermann ha sempre identificato i punti nevralgici per il contrasto della violenza in tre diversi aspetti.

Da un lato la necessità di formare la società e le donne a riconoscere tempestivamente le dinamiche di controllo, possesso e minaccia psicologica prima che sfocino in violenza fisica (Riconoscimento dei segnali d’allarme).

In secondo la necessità di una efficace protezione istituzionale con strumenti di tutela reali nei confronti delle donne hanno trovato il coraggio di sporgere denuncia. Protezione che almeno nel caso di Tania Terrin non ha funzionato visto che persino il Ministero ha deciso di inviare gli ispettori a Venezia.

E, da ultimo, il ruolo dei centri antiviolenza che gestiscono accoglienza e percorsi di fuoriuscita dalla violenza.

Kustermann: educazione sessuo-affettiva per tutti

Dopo aver ricordato che è scorretto rivoltare sulle donne la responsabilità di quanto avviene Alessandra Kustermann ha detto ieri che “l’unica soluzione è che l’educazione sessuo-affettiva nella scuola diventi materia curricolare, esattamente come fosse una forma di educazione civica. È una educazione ai sentimenti che va data subito”.

E’ una presa di posizione che vede favorevoli molti studiosi ed esperti (tra questi la pedagogista Anna Granata di cui abbiamo parlato pochi giorni fa). Il ministero dell’Istruzione e del Merito, come è noto, ritiene invece che il tema debba essere affrontato con l’educazione al rispetto, alle relazioni e all’empatia riservando l’educazione sessuo-affettiva solo agli studenti dalle scuole secondarie di I grando in avanti e dopo aver ottenuto il consenso informato dalle famiglie. Su questo tema, come abbiamo già riferito, è in atto una campagna di raccolte firme per un referendum abrogativo della legge 104/2026.

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