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06.03.2026

Educazione stradale: un compendio di cittadinanza. Educazione Civica in diretta 16 marzo ore 11, ISCRIVI LA CLASSE

Abbiamo titolato la lezione in diretta di educazione civica di Tecnica della Scuola indicando che la buona strada dei cittadini inizia a scuola. Si tratta in realtà di un titolo dai molti significati che coglie appieno il fatto che l’educazione stradale richiami un insieme complesso di percorsi educativi che si riconnettono tutti al cuore dell’educazione civica e alla formazione di cittadini consapevoli e responsabili.

Facciamo qui qualche esempio, partendo in primo luogo dai possibili diversi punti di vista da cui guardare all’educazione stradale.

Educazione stradale: scegli il tuo punto di vista

Sono molti i punti di vista da cui ci si può porre ragionando di educazione stradale. Il più usuale è il punto di vista di chi sta in strada da fruitore e da guidatore/pilota di un mezzo che viaggia. Sì tratta però di un punto di vista molto adulto, soprattutto se il mezzo è un mezzo a motore per guidare il quale occorre la patente.

Tutto cambia, ad esempio, se ci mettiamo dal punto di vista di soggetti deboli: persone con disabilità, anziani, bambini sono soggetti che sulla strada devono essere protetti in maniera forte sia per garantire la loro mobilità che per garantire la loro incolumità.

Certo, tutti devono conoscere i segnali stradali e tutti devono rispettarli ed è proprio nell’intersezione tra i diversi soggetti agiscono sullo stesso spazio pubblico che si giocano i diritti e le responsabilità di ognuno. Rispettare lo stop, attraversare sulle strisce pedonali, tenere un comportamento che evita pericoli significa operare responsabilmente sia nei propri che negli altrui confronti. Si tratta di una interazione che è alla base della cittadinanza e che chiede di relazionarsi correttamente con gli altri cogliendo i loro punti di vista.

La spazio pubblico come metafora della città

Lo spazio pubblico e la sua gestione sono certamente metafora di come una città è concepita e vissuta, non tanto e non solo dal punto di vista urbanistico quanto anche delle relazioni che in essa si giocano.

Si pensi ad esempio all’esistenza o meno e alla cura di marciapiedi, piste ciclabili, corsie preferenziali. Oppure alle zone della città chiamate “zone 30”, dove vige il limite di velocità a 30 km/h. Sempre più diffuse in Italia ed Europa hanno lo scopo di aumentare la sicurezza stradale, ridurre l’inquinamento e favorire la mobilità dolce. Le principali città italiane che hanno adottato o stanno estendendo queste aree includono ad oggi Bologna, Milano, Roma, Torino, Parma, Arezzo, Treviso, Vicenza, Olbia, per citarne solo alcune. Come cambia la concezione di una città con molte piste ciclabili, molte “zone 30”, molte zone solo pedonali? E quanto questo incide sulla convivenza civile?

Le sfide ambientali e le smart city

Non si può poi tacere il fatto che l’educazione stradale ha evidenti connessioni con le sfide ambientali. Scegliere il mezzo di trasporto meno impattante sull’ambiente, impegnarsi a diminuire l’impronta ecologica propria e della propria città o scuola costituisce un esempio dell’interazione strettissima tra sostenibilità, educazione civica e stradale, stili di vita personali e comunitari.

Da ultimo occorre segnalare che sempre di più le città stanno trasformandosi in smart city che possono esser così definite: città intelligenti caratterizzate da ambienti più vivibili, sostenibili e inclusivi utilizzando le potenzialità offerte dalla tecnologia e della intelligenza artificiale per trovare nove soluzioni per il traffico, le risorse energetiche, la sicurezza, le infrastrutture.

E tutto questo, però, ci rimanda al tema cruciale che abbiamo affrontato nella lezione sull’intelligenza artificiale, ovvero alla necessità di comprendere quali e quanti sono i rischi che le tecnologie e l’intelligenza artificiale pongono alla convivenza civile. Si pensi, ad esempio, alle telecamere e ai sensori di video sorveglianza sempre più presenti nelle nostre città. Certo sono utili in quanto raccolgono ed elaborano dati per la migliore gestione del traffico e degli spazi. Ma quanto invadono la nostra privacy? E chi le controlla? E di chi è l’ultima parola?

Come si vede il tema dell’educazione stradale ci obbliga ad affrontare, seppure da uno specifico punto di vista, elementi chiave della convivenza civile e quindi dell’educazione civica.

E la prossima sfida è per molte città (non italiane, ma presto lo sarà anche per loro) il tema dei veicoli a guida autonoma.

Che educazione stradale sarà necessaria quando le nostre città saranno attraversate da veicoli a guida autonoma? E noi saremo o pedoni che devono capire come comportarsi nei confronti di questi veicoli oppure persone trasportate da questi veicoli.

Come dovremmo comportarci? Di chi sarà la responsabilità in caso di incidenti o problemi? Come faremo a convivere in uno spazio abitato anche da “macchine pensanti ed agenti”? Davvero una bella sfida.

16 marzo: educazione civica in diretta

Di tutto questo discuteremo il 16 marzo, dalle ore 11.00 alle ore 12.00, nella lezione di educazione civica dedicata proprio all’educazione stradale come concreto modo di partecipare attivamente alla vita democratica e sociale imparando a rispettare consapevolmente le regole che rendono possibile la convivenza.

Saranno con noi due ospiti: Federica Deledda, primo dirigente della sezione Polizia Stradale di Brescia e Sandro Vedovi della Fondazione Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) che dialogheranno con studentesse e studenti.

Come partecipare

I docenti che volessero seguire con la propria classe le lezioni di Educazione Civica in diretta sul canale YouTube della Tecnica della Scuola, possono compilare il seguente form:

COMPILA IL FORM

Le classi che desiderano proporsi per partecipare in studio (o in collegamento video) ad una delle dirette, interagendo con gli ospiti, possono contattare la redazione, inviando una mail a info@tecnicadellascuola.it, inserendo i dati utili (istituto, classe interessata, docente referente e recapito telefonico). La disponibilità per la partecipazione alla diretta è limitata al raggiungimento dei posti possibili.

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