Le prossime elezioni del 25 settembre si avvicinano e diverse scuole sono state designate per la consultazione elettorale. Ciò, ovviamente, significa che ci sarà uno stop delle lezioni per due giorni (sabato e lunedì) per permettere di organizzare i seggi per tempo. Per il sindaco di Castello d’Argile (BO) questa decisione lede il diritto allo studio e così ha deciso di spostare i seggi in palestra.
Il primo cittadino, Alessandro Erriquez, ha dichiarato alla stampa: “Finora i seggi erano nelle scuole elementari, con lo spostamento nella palestra i bambini non perderanno neppure un giorno di lezione. Terremo insieme le votazioni, riuscendo a garantire il diritto di voto senza scalfire quello allo studio e al lavoro dei genitori, non più costretti a prendere giorni di ferie o permessi per far fronte a soste forzate”
Nel caso in cui l’intera scuola venga chiusa per la consultazione elettorale, tutte le attività di quella scuola sono sospese, gli alunni rimangono a casa e nessun lavoratore, sia esso dirigente scolastico, Dsga, docente o Ata, è tenuto a prestare servizio, né a recuperare le ore non svolte. Se la consegna della scuola avviene al termine della sessione antimeridiana, quindi si effettua la chiusura dell’edificio a partire dal pomeriggio, non hanno obblighi di servizio i lavoratori (docenti e Ata) impegnati in quella fascia oraria, né sono tenuti ad anticipare o restituire la mancata prestazione.