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Elezioni, Renzi: grazie a noi Italia fuori dalla crisi, ora entreremo nelle scuole. Ma si può?

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“Noi scommettiamo sulla serietà e sulla competenza, ma abbiamo bisogno di andare casa per casa, scuola per scuola, ufficio per ufficio”.

Questo, “per coinvolgere gli italiani in questo progetto”. Il segretario del Pd Matteo Renzi conferma dunque l’intenzione di presentarsi, in prima persona e attraverso gli attivisti del partito, anche all’interno delle scuole pubbliche.

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Lo dice con la consueta newsletter Enews, al termine della festa nazionale di Imola ed in vista delle elezioni politiche del 2018: “abbiamo chiuso un lungo percorso di incontri, dibattiti, discussioni. Un migliaio di feste in tutta Italia, più di cinquantamila volontari. È stato bello tornare a incrociare i nostri sguardi non soltanto attraverso le enews o la tv, ma personalmente. Quasi cento iniziative in tutto il Paese, da Trieste a Marsala, con migliaia di persone”.

Abbiamo portato l’Italia fuori dalla crisi, ma non basta. Adesso dobbiamo entrare insieme nel futuro. Mi piacerebbe che questo percorso lo facessimo insieme“. Ora, però, continua Renzi, è arrivato il momento di confrontarsi con la cittadinanza.

 

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Per convincerla sulla bontà del programma dei democratici, “vi chiedo dunque – sottolinea l’ex premier – di darci una mano. Riempirci di proposte, suggerimenti e critiche (utilissime per migliorare) e contemporaneamente attrezzarvi per la campagna elettorale ormai imminente”.

Vuole entrare “luoghi di lavoro, perché – nota – il tam-tam personale conta più dei talk-show in questa fase”.

“Per questo – conclude Renzi – vi chiedo una mano. Ogni giorno all’ora di pranzo esce Democratica. Si tratta di un file che è possibile diffondere via email, via whatsapp, in bacheca, sui social. I primi 30 numeri di Democratica hanno smontato il 95% delle fake news che girano in rete. Leggerlo richiede cinque minuti, diffonderlo meno. E dà il senso del tam-tam personale, collettivo”.

Quindi, uno degli obiettivi degli attivisti Pd sarà quello di far “entrare” nelle scuole non solo le persone ma anche i documenti di partito: tramite posta elettronica lo smartphone, sui social. Fin qui nulla da dire.

Il discorso cambia, e molto, se i messaggi debbono arrivare nelle bacheche scolastiche: non trattandosi di informazioni di servizio o sindacali, infatti, non possono essere poste all’interno delle mura scolastiche. Un “particolare” che costringerà l’ufficio comunicazione di Matteo Renzi e rivedere la strategia pro-elezioni all’interno delle nostre scuole.

Infine, c’è anche un altro aspetto che i democratici farebbero bene a considerare: il popolo della scuola ha mostrato in diverse occasioni, non solo lo sciopero-record del maggio 2015, l’insofferenza verso la politica Pd e la riforma, poi diventata Legge 107/15. Quindi, mettere piede in un contesto del genere, a nostro parere, potrebbe anche alimentare il ritorno di una contestazione anti-riforma mai sopita.

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