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09.09.2026
Aggiornato il 10.09.2026 alle 10:49

Emergenza scuole, aumentano crolli e infortuni, scuole vecchie, senza certificazioni e a rischio sismico: presentato il XXIV rapporto di Cittadinanzattiva

Crolli e infortuni nelle scuole in aumento e allarme per rischio idraulico, idrogeologico e climatico. È quanto emerge dal XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole, presentato alla Camera dei Deputati. Da settembre 2025 ad agosto 2026 registrati 68 crolli avvenuti negli istituti, tra caduta di calcinacci ed intonaco e distacchi di pannelli e controsoffitti. Crescono anche gli infortuni degli studenti dichiarati all’Inail (80.871 nel 2025, 47.748 nei primi cinque mesi del 2026) con un aumento del 3,8% rispetto al 2024.

Le nostre scuole continuano a trovarsi in territori ad elevata sismicità (44%), a pericolosità idraulica (19%) e a rischio frana, mentre solo il 7,4% dispone di sistemi di condizionamento o ventilazione.

Ecco l’analisi dettagliata:

Scuole vecchie e senza certificazioni

Le nostre scuole sono vecchie, in media hanno 60 anni di età e la metà è stato costruito prima del 1976 (prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica). Dei 39.351 edifici scolastici attivi nel 2024/25, il 59% non possiede né il certificato di agibilità né quello di prevenzione incendi. Non esiste poi un censimento nazionale sulla presenza di amianto nelle scuole (la stima dell’Inail è di 14mila edifici a rischio).

Rischio sismico, idraulico e idrogeologico

Sono ben 17.408 (il 44%) gli edifici scolastici siti in zone ad elevata sismicità. Solo il 4% ha avuto interventi di adeguamento e miglioramento. Il 19,2% (quasi uno su cinque) ricade in aree da moderata ad elevata pericolosità. Il 13% ricade invece in aree a rischio idrogeologico.

Crolli e infortuni dell’ultimo anno

Tra distacchi di intonaco, crolli veri e propri di soffitti e solai (ferite 12 persone tra studenti e personale scolastico), sono 68 i crolli verificatisi tra settembre 2025 e agosto 2026. Aumentate del 3,8% le denunce all’Inail di infortuni degli studenti (il 97% durante lo svolgimento delle normali attività scolastiche). Nei primi cinque mesi del 2026 sono 47.748 le denunce di infortunio presentate, in aumento rispetto all’anno passato (45.159). dieci i casi di infortuni mortali denunciati entro maggio 2026 (otto nell’anno precedente).

Poche scuole accessibili per le disabilità sensoriali

Aumentano gli studenti con disabilità (18mila in più nell’anno 2024/25), ma solo il 40% delle scuole è accessibile per gli alunni con disabilità motoria. Nel 50% dei casi manca un ascensore o un ascensore adatto al trasporto delle persone con disabilità. nel 37% le scuole sono sprovviste di servo scala interno, nel 25% di bagni a norma e di rampe interne per il superamento di dislivelli. Solo nel 16,5% delle scuole sono presenti gli ausili senso-percettivi per studenti con ipocausia.

Emergenza caldo nelle scuole

La climatizzazione nelle aule è largamente insufficiente. Solo il 7,42% (1 su 13) delle scuole è dotata di sistemi di condizionamento e ventilazione. Solo il 2,45% è dotato di impianti solari termici.

I ritardi del PNRR su asili nido e mense

Finanziate 206 nuove scuole con fondi PNRR (il 40% giunte al termine), completato il 50% di asili nido e scuole dell’infanzia, il 58% delle mense, il 77% di interventi di messa in sicurezza, il 69% delle palestre. La Corte dei Conti segnala però forti difficoltà burocratiche per gli enti locali ed in particolare molti Comuni necessitano di supporto per gestire bandi e cantieri. Nel 45% dei casi non si conosce a che punto siano gli interventi sugli asili nido. Le regioni del Sud sono in forte ritardo rispetto alle altre.

Emergenza sulle mense, solo un edificio su tre ne è dotato. Sicilia, Campania e Calabria sono quelle più in difficoltà. Undici le regioni al di sopra del 60% degli interventi realizzati.

Bizzarri (Cittadinanzattiva): “Situazione critica”

I dati di quest’anno evidenziano una situazione critica che non possiamo più ignorare. Agli storici problemi di assenza o carenza di certificazioni, di interventi di manutenzione, di analisi e interventi su soffitti e controsoffitti che tanti crolli provocano, si aggiunge l’urgenza di affrontare le conseguenze della crisi climatica e del dissesto del territorio con una pianificazione strategica, non con interventi spot dell’ultimo minuto. Solo 1 scuola su 13 è dotata di impianti di climatizzazione e oltre un milione di studenti frequenta istituti in zone a rischio idraulico. Chiediamo al Governo un piano pluriennale di adattamento climatico delle scuole e un investimento costante per l’edilizia scolastica di almeno 1 mld all’anno di cui la metà da destinare al piano clima per le scuole. È necessario, prepararsi aggiornando i piani di emergenza e rendendo obbligatorie le prove di evacuazione anche per alluvioni e terremoti“, dichiara Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva. “Anche quest’anno ci preme sottolineare una nota positiva riferita ai fondi destinati nel 2025 dai cittadini all’edilizia scolastica, attraverso la quota dell’8Xmille: tra le scelte espresse dai contribuenti pari a quasi 155 milioni di euro, la voce che ha totalizzato le maggiori preferenze è stata l’edilizia scolastica con poco più di 70 milioni di euro ed un aumento considerevole rispetto all’anno precedente in cui tale quota era stata di 59,1 mln di euro. Purtroppo, non conosciamo la ripartizione dei fondi con gli interventi relativi allo scorso anno, e per questo ne chiediamo la pubblicazione”.

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