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Aggiornato il 30.07.2025
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Erasmus +, opportunità per la formazione online dei docenti a confronto con colleghi UE: nel 2024 quasi seimila partecipanti. I dati Indire

Sui documenti ufficiali si chiama e-twinning. Un termine apparentemente complicato, che in italiano si può tradurre come gemellaggio digitale, svolto nell’ambito della “Piattaforma per l’istruzione scolastica” dell’Unione Europea. Protagonisti sono i docenti, che possono compiere esperienze formative online, interfacciandosi con i colleghi di altre nazioni. Una modalità che dal 2005 ha coinvolto oltre 1,2 milioni di insegnanti da 46 Paesi, di cui 122mila in Italia.

A metterlo nero su bianco è il Rapporto Erasmus+ 2024 realizzato dall’Agenzia Erasmus+ INDIRE, che dedica un paragrafo all’iniziativa. L’e-twinning è definito come “la più grande comunità europea di insegnanti attivi in progetti collaborativi online tra scuole”, e si realizza attraverso una piattaforma “che coinvolge i docenti facendoli conoscere e collaborare a distanza in un contesto multiculturale e multilingue“.

Uno spazio digitale che gli insegnanti possono utilizzare in molti modi, ma che offre soprattutto “numerose opportunità di formazione e riconoscimento di livello nazionale ed europeo“. Anche in collaborazione con le università, di cui trenta soltanto in Italia. Il coinvolgimento del Belpaese nell’iniziativa, del resto, è importante. L’Italia infatti “è al secondo posto per partecipazione tra i Paesi e-twinning, dopo la Turchia e prima della Spagna“.

I numeri del programma e-twinning in Italia

Il rapporto entra nel dettaglio dei numeri. Negli ultimi vent’anni, come detto, sono stati oltre 122mila gli insegnanti italiani che hanno partecipato al programma, di cui quasi seimila soltanto nel 2024. Quanto ai progetti attivati, sono stati circa 45mila, di cui 2.600 lo scorso anno. A gestire l’iniziativa è proprio l’Agenzia Erasmus+ INDIRE, attraverso un’apposita unità nazionale, che lavora insieme ai partner degli altri Paesi.

Sono molte le attività incluse nel programma: nel rapporto si ricorda il “finanziamento e supporto per l’organizzazione e la promozione di oltre 100 seminari regionali in presenza e online, con il coinvolgimento di 8.000 partecipanti tra docenti e dirigenti”. Da sottolineare, inoltre, “l’apertura della scuola alle opportunità di formazione e collaborazione europee e oltre, attraverso la partecipazione di docenti e alunni ad eventi e progetti didattici”.

Il programma prevede anche un sistema di valutazione per i docenti e le scuole, “sia a livello nazionale (National Quality Label – NQL) che europeo (European Quality Label – EQL)”. Entrambi gli indici risultano in crescita negli ultimi anni, a conferma dell’elevato livello dei contenuti del programma. Per quanto riguarda l’Italia, l’indice NQL è passato da 1.186 punti nel 2023 a 1.256 lo scorso anno. A livello continentale, invece, l’indice è passato da 709 punti a 922.

La collaborazione con le università e gli enti di ricerca

Per quanto riguarda la formazione, un ruolo importante è giocato dalla partnership con le università di tutta Europa. In Italia sono oltre trenta gli atenei coinvolti nella formazione dei docenti, “per garantire una sinergia tra le pratiche educative sul campo e gli approcci teorici”, oltre che “una continuità tra formazione iniziale e formazione in servizio e-twinning“. Lo scorso anno, oltre tremila insegnanti hanno partecipato a queste attività.

Il ventaglio delle iniziative inserite nel programma è molto vario. Tra le altre, “organizzazione di conferenze, seminari e webinar per fornire agli insegnanti un aggiornamento costante su metodologie didattiche e sull’uso efficace degli strumenti digitali”. Ma ci sono anche attività di “informazione, promozione e disseminazione”, ma anche di “supporto e sicurezza della community”, e infine di ricerca, “in collaborazione con INDIRE”.

Su questo fronte, l’Unita nazionale e-twinning “partecipa e contribuisce alla ricerca per la produzione di studi e pubblicazioni sugli ambiti dello sviluppo delle competenze e la formazione iniziale dei docenti“. Nel dettaglio, la collaborazione “si concentra sulla misurazione dell’impatto sulle competenze dei docenti e degli alunni coinvolti”, senza dimenticare “l’analisi di dati e risultati nel contesto educativo nazionale“.

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