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Esame di Stato, nessun compenso ai commissari interni

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Che dell’esame e della preparazione degli alunni all’esame non frega niente a nessuno, se non a pochi, che, come già scritto su questa testata, tentano una petizione per far tornare i commissari esterni.

Il bello è altro. Che l’obiettivo primario è stato raggiunto: risparmiare 147 milioni di euro. E sapete come? Semplice: evitando i commissari esterni e… non pagando i commissari interni. Il messaggio è chiaro: nessun compenso è dovuto ad alcun titolo ai commissari interni. Cioè quei miseri 400 euro a classe, circa 5 euro l’ora, che rientravano nelle competenze del docente interno (chissà perchè distinto dagli esterni, come se non facessero lo stesso identico lavoro) sono finiti. Saltati. Si lavora fino a metà luglio senza un euro aggiuntivo.

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E la mole di lavoro non è indifferente. La correzione di tre scritti pesanti, la sequela degli orali, un’ora di esame a ragazzo, la mole del lavoro burocratico, verbali e trascrizione giudizi in molteplici copie. Tutto come agli esami di terza media, dove, (sicuramente ingiustamente), i professori lavoravano già da tempo gratis.

147 milioni di euro. Che uniti ad altri risparmi, raccolti qua e là (taglio supplenze brevi ata e docenti, taglio posti Ata, abrogazione di esoneri e semiesoneri per i collaboratori del dirigente scolastico) faranno assumere i precari della scuola. Insomma si toglierà alla scuola per dare alla scuola. Ma sarà una scuola sempre più povera, con pochi mezzi e poche risorse. Altro che il più grande investimento sulla scuola degli ultimi vent’anni. Adesso finiscono i proclami e si cominciano a vedere i buchi. La coperta è corta, cari miei, se si copre la testa si scoprono i piedi, se si coprono i piedi si scopre la testa…