Mobilità d’ufficio e graduatorie interne perdenti posto: cosa c'è da sapere

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Esplosivo in camera, 14enne voleva far saltare in aria un ufficio pubblico: ragazzi sempre più attratti da atti terroristici?

Ancora un ragazzino che progettava atti terroristici a Pescara: si tratta di un quattordicenne che nascondeva esplosivo in cameretta, all’insaputa dei suoi genitori. Il caso colpisce per l’analogia con quanto scoperto giorni fa, una rete intrisa di ideologia razzista e nazista scoperta dalle forze dell’ordine, che hanno arrestato un diciassettenne sempre nel capoluogo abruzzese.

Cosa è stato trovato in casa del ragazzo

Tutto è emerso con la perquisizione della cameretta del ragazzo. Come riporta La Repubblica, il ragazzo faceva parte di un rete di contatti internazionali, dal neonazismo al terrorismo islamista. Il quattordicenne è stato trasferito in un centro di prima accoglienza a L’Aquila. Secondo l’accusa – riporta Il Messaggero – il ragazzo avrebbe accumulato materiali esplosivi e sostanze chimiche pericolose per “compiere atti di violenza con finalità di terrorismo”. Un scenario definito dagli investigatori “incredibile”.

Il ragazzino usava grafite ricavata dalle matite, sale da cucina e cavi d’acciaio per creare miscele infiammabili; svuotava decine di petardi, trovati sul suo letto, per estrarre la polvere esplosiva. Inoltre, dalle analisi dei suoi dispositivi è emerso che voleva procurarsi il Tnt (trinitrotoluene) per far saltare in aria un ufficio pubblico a Pescara. Un attacco che – secondo i suoi piani – avrebbe dovuto fare tra le 15 e le 20 vittime.

Sul suo smartphone sono stati trovati anche documenti di matrice jihadista, e anche legami con gruppi neonazisti che spingono i giovanissimi verso l’azione violenta e l’omicidio. L’inchiesta è partita un anno fa dal monitoraggio di alcuni canali Telegram criptati.

Le parole del legale del ragazzo arrestato

Nel frattempo il ragazzo 17enne arrestato qualche giorno fa a Perugia per terrorismo ha risposto alle domande del Gip, come riporta Ansa. I legali hanno chiesto la revoca della misura o, in via alternativa, la sostituzione con i domiciliari o con una misura meno gravosa. Il pronunciamento del giudice del tribunale per i minorenni dell’Aquila è atteso per i prossimi giorni.

“Non ha mai avuto intenzione di fare nulla di male o di grave – dice l’avvocato che assiste il 17enne -. È un ragazzo che non ha nessun intento xenofobo, nessuna volontà suprematista, proprio per lo stile di vita che conduce: va a scuola con un ottimo profitto, ha una buona rete di amicizie. Si è ritrovato in questo mondo virtuale quando era poco più che bambino e non ha avuto il coraggio di uscirne, a causa di condizionamenti e minacce, più o meno velate, che lo hanno intimorito”.

Il legale sottolinea di aver trovato “un ragazzo molto maturo per l’età che ha e anche determinato. Vive una situazione che non vorrebbe vivere, si trova recluso in modo a suo avviso immotivato, perché tutto nasce da un equivoco o da una ricostruzione non corretta dei fatti – aggiunge -. Quindi, ovviamente, sotto quell’aspetto vive una sofferenza, ma l’ho visto comunque determinato a chiarire l’accaduto e ad affermare la sua posizione”.

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